Così Calzona in quattro partite ha rispallettizzato il Napoli

Dal debutto di Francesco Calzona sulla panchina del Napoli al successo sulla Juve, sono trascorsi appena undici giorni. Cronologia: 21 febbraio, Napoli-Barcellona 1-1 (Osimhen); 25 febbraio, Cagliari-Napoli 1-1 (Osimhen); 28 febbraio, Sassuolo-Napoli 1-6 (Rrahmani, Osimhen 3; Kvaratskhelia 2); 3 marzo, Napoli-Juve 2-1 (Kvaratskhelia, Raspadori). Il ct della Slovacchia parla poco e ha già fatto molto, restituendo anima, personalità e, soprattutto gioco ai Campioni d’Italia, sino al suo arrivo in evidente crisi d’identità, a causa delle sciagurate estive societarie (addii di Spalletti, Giuntoli e Sinatti, ora richiamato); a seguire, fra campionato e coppe, le 16 partite con Garcia e le 17 con Mazzarri.

Napoli, la cura Calzona funziona

Con Calzona, invece, due vittorie, due pareggi, 10 gol segnati, 4 subiti; i due migliori giocatori degli ultimi due campionati, là davanti ritrovati; Lobotka di nuovo preciso metronomo della manovra; Raspadori che, come nell’aprile scorso a Torino, entra, segna e stende la Juve. Se l’espressione è consentita perché rende l’idea, Calzona sta rispallettizzando il Napoli, con umiltà e applicazione. L’8 marzo il Torino, il 13 marzo a Barcellona, mentre il Bologna quarto dista 8 punti e la Roma quinta è a +4 e il quinto posto, a fine stagione, potrebbe anche significare Champions League. Dipenderà dal ranking Uefa. Nulla è impossibile.

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