Coppa d’Africa: il Mali interrompe gli allenamenti… per una sparatoria

In Camerun c’è in corso una sanguinosa guerra civile e il terrore che la Coppa d’Africa sia coinvolta nel conflitto con qualche attentato è alto. E, come dimostra quanto accaduto al Mali, non del tutto infondato…

La Coppa d’Africa, dopo tante polemiche, è iniziata. In Camerun il pallone ha cominciato a rotolare sul campo, lasciando spazio al calcio piuttosto che a tutto quello che circonda l’evento. Impossibile però dimenticarsi di quanto avviene al di fuori. E non solo del caos che ha preceduto la competizione, con la poca volontà dei club di mandare i loro giocatori a giocare il campionato continentale. In Camerun c’è in corso una sanguinosa guerra civile e il terrore che la Coppa d’Africa sia coinvolta nel conflitto con qualche attentato è talmente tanto che gli hotel delle squadre sono presidiati da guardie armate e che persino…la mascotte dell’evento è costretta a girare con addosso un bel giubbotto antiproiettile.

SPARATORIA – E che la situazione sia complicata lo dimostra la storia che riguarda la nazionale del Mali, che a poche ore dall’incontro con la Tunisia ha dovuto interrompere l’allenamento a causa di una sparatoria. Come racconta il DailyMail, un gruppo di combattenti armati ha preso d’assalto la città di Buea, nelle vicinanze del centro sportivo che funge da base operativa sia per la nazionale maliana che per quella del Gambia. Le notizie che arrivano dal posto parlano di un conflitto a fuoco nel mercato cittadino tra ribelli e forze governative, che è costato la vita a due persone. Di conseguenza, ha spiegato Cameroon News Agency, “la nazionale maliana ha interrotto l’allenamento e ha lasciato lo stadio Molyko”.

ALLERTA – Una situazione assurda, che però è quasi stata preventivata dagli organizzatori. Del conflitto tra il governo del Camerun e i separatisti della parte di paese che chiamano Ambazonia, si sapeva anche prima di organizzare l’evento. Anzi, i gruppi armati che combattono contro le forze di Yaoundè avevano anche avvisato sia la CAF che la FIFA che tenere partite in quelle zone sarebbe stato molto pericoloso, perchè teatro di guerra. Eppure la città di Limbe, a una manciata di chilometri da Buea, dove è avvenuto lo scontro a fuoco, è rimasta una delle sedi del torneo. La speranza è che questo sia l’ultimo di una lunga serie di incidenti. Ma la questione da quelle parti non sembra destinata a risolversi presto…

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