Conte: “Mou ha il mio stesso obiettivo: contrastare le superpotenze”

Domani in amichevole torna il grande duello: “In passato rapporti tesi, ma c’è grande stima”

Dal nostro inviato Massimo Cecchini

29 luglio – Tel Aviv (Israele)

Antonio Conte prova a sotterrare l’ascia di guerra con José Mourinho proprio alla vigilia dell’amichevole che domani li vedrà avversari. In Premier League i loro rapporti furono tesissimi, tanto che furono tirate fuori allusioni alle scommesse, ai capelli e ai pagliacci, ma il tempo passa per tutti. Per fortuna. “Siamo felici di giocare contro una grande squadra come la Roma – dice l’allenatore del Tottenham -. Le ruggini con Mourinho? Ora abbiamo un rapporto di reciproco rispetto, la storia del calcio ha dimostrato quello che siamo. In passato, comunque, sia io che lui abbiamo avuto problemi anche con altri tecnici. Abbiamo la massima stima l’uno dell’altro. Domani ci saluteremo in modo normale”.

La sfida al cielo

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Anzi, Conte intravede anche un traguardo comune. “La Roma e noi abbiamo lo stesso obiettivo: contrastare le superpotenze che comandano in Inghilterra e in Italia. Entrambi stiamo lavorando bene e quindi può essere un buon paragone. Noi ce la dobbiamo vedere con Manchester City, Liverpool, Arsenal, Manchester United, mentre i giallorossi con squadre importanti come Inter, Milan e Juve”. L’unica malinconia la riserva per la Conference League, da cui il Tottenham nella scorsa stagione fu estromesso nei giorni caldi del pandemia. “Non ho trovato leale da parte della Uefa estrometterci dalla Conference. Siamo stati esclusi non per volontà nostra, ma perché non si è trovata una data per giocare a causa del Covid. Non è stato onesto per il club e i calciatori. Potevamo essere protagonisti e arrivare fino in fondo. Visto che non l’abbiamo vinta noi, comunque, sono contento che l’abbia vinta la Roma”. Per quello che riguarda la sua squadra è chiaro. “Ho parlato con il club e i giocatori per i piani della prossima stagione. Sappiamo quello che ci serve. Il nostro progetto è quello di diventare più competitivi che nel passato. Posso dopo passo, aumentare le qualità e il livello dei giocatori . Stare fra le prime quattro aiuta a esser più competitivi. Io provo a fare questo. È un progetto appena cominciato, quella scorsa è stata una buona stagione. Dobbiamo continuare a costruire calciatori e a migliorare, perché è una squadra giovane”. E a chi gli chiede come mai in campo faccia lavorare così duramente, replica: “I miei allenamenti intensi? No, sono quelli normali da quando alleno, i calciatori non vanno in campo per divertirsi, in questa fase, ma per essere nelle migliori condizioni ed evitare infortuni. Per questo occorre allenarsi ad alta intensità. Dobbiamo spingere molto forte fino novembre, perché i giocatori troneranno stanchi dopo il Mondiale”. Titoli di coda sui tanti fan che il Tottenham, squadra con radici ebraiche, ha in Israele. “Abbiamo molti tifosi qui, è molto bello. Ieri sono venuti qui per cantare “Tanti auguri a te” a Kane per il compleanno”. Un paio di battute ci sono state anche da un altro ex della Serie A, Kulusevski: “Lavoro duro per essere competitivo. I miei migliori risultati devono ancora arrivare. Mi piace lavorare duro per diventare un campione. In Premier League il calcio è più veloce e più forte”. È vero, purtroppo.

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