Conte, fame di vittorie e futuro (con rinnovo): ora scudetto, poi obiettivo Europa

Mancano 16 punti per chiudere i conti. L’obiettivo del 2021-22? Fare strada in Champions. E magari prolungare il contratto…

Interrompere un dominio assoluto che dura da nove stagioni rappresenta già una sorta di impresa, ma non ditelo ad Antonio Conte. Il suo rapporto con la vittoria è particolare, il fatto di non accontentarsi mai gli impedisce di sedersi, riflettere, respirare un attimo e godersi quanto di buono ha fatto e sta facendo. È fatto così, questo è il dna dei vincenti. E non pronuncerà mai la parola “scudetto” fino a quando l’aritmetica non sarà una semplice questione di millimetri, ma chi non è scaramantico può pensarlo: manca poco per vedere l’Inter campione d’Italia per la prima volta dal 2010. Se mercoledì arrivassero altri tre punti con il Sassuolo, ne basterebbero altri 16 per poter festeggiare. Ovvero cinque vittorie e un pareggio nelle rimanenti 9 giornate per chiudere alla grande la sua seconda stagione a Milano: tutto secondo i piani, rispettando quella crescita veloce che la proprietà si aspettava dal 31 maggio 2019, il primo giorno nerazzurro di Antonio.

Bergamo, una vita fa

—  

Il caos e le polemiche sul finire dello scorso campionato (1° agosto 2020, 0-2 in casa dell’Atalanta) sembrano lontani anni luce: in quel momento Conte fu a un passo dal togliere il disturbo per via di un’insoddisfazione generale che non aveva faticato a rendere pubblica. Oggi, a distanza di otto mesi, il mondo si è capovolto e il suo “essere interista” (e professionista) è sempre più evidente. E non solo nelle esultanze. Lo scudetto è vicino: vincerlo al secondo anno dopo averlo annusato al primo conferma l’importanza del suo lavoro. Non ancora l’Europa, la lacuna che sogna di colmare per prendersi una rivincita anche con il passato: “Bravo in Italia, ma fuori…”, il leitmotiv dei critici. Con l’Inter ha sfiorato l’Europa League, in questa stagione la macchia riguarda la notte del 9 dicembre e quello 0-0 interno con lo Shakhtar Donetsk coinciso con il quarto posto nel gruppo B di Champions League. Un risultato negativamente sorprendente, che fornisce ad Antonio l’”assist” per il domani: dopo lo scudetto, l’Inter dovrà fare strada nell’Europa che conta.

Rinforzo per l’Europa

—  

Il contratto è valido fino al 30 giugno 2022, l’ingaggio salirà a 13,5 milioni di euro netti: nessuno prenderà in considerazione l’idea di separarsi, soprattutto con uno scudetto in arrivo. Il mister è felice ad Appiano Gentile, anche per un rapporto con i calciatori che definisce “speciale”. Inizierà il terzo anno con ancor più motivazione, con l’obiettivo di comandare in Italia e fare strada in Champions: superare il girone sarà l’obiettivo minimo, la fase a eliminazione diretta dipenderà come sempre da vari fattori, alcuni non calcolabili alla vigilia. Per farcela servirà qualche rinforzo sul mercato (la priorità sarà un quarto attaccante forte da aggiungere ai titolarissimi Lukaku e Lautaro e a Sanchez), magari un rinnovo del quale non si è ancora parlato. Allo stato attuale, non c’è una data già decisa per un incontro con la dirigenza: facile che possa esserci a fine stagione, per evitare di iniziare il 2021-22 in scadenza. Un discorso comunque prematuro, prima c’è uno scudetto da conquistare dal quale dipenderà il futuro: possibilmente da Champions League, la prossima missione di Conte.

Precedente Monza, Galliani torna all'U-Power Stadium dopo il ricovero a causa del Covid-19 Successivo Juve-Napoli e lo spettro di Sarri: i confronti col passato, le suggestioni sul futuro

Lascia un commento