Consigli Fantacalcio/ Formazioni Serie A: Heurtaux-De Vrij, graditi ritorni (30 settembre 2016)

CONSIGLI FANTACALCIO 2016/2017: HEURTAUX-DE VRIJ, GRADITI RITORNI (OGGI, 30 SETTEMBRE) – Nel secondo anticipo della 7^giornata Udinese e Lazio scendono in campo allo stadio Friuli, dalle ore 20:45 di sabato 1 ottobre 2016. Per questa partita i nostri consigli del Fantacalcio riguardano la difesa. Entrambe le squadre stanno ritrovando, in questo nuovo campionato, due elementi che per un motivo o per l’altro sono mancati molto nella stagione scorsa. Il primo è Thomas Heurtaux, che l’anno scorso è stato frenato da diversi problemi fisici totalizzando solo 16 presenze tra Serie A e Coppa Italia, con ripercussioni anche sulla media voto. Nelle ultime due partite il ventottenne francese è tornato titolare nella formazione dell’Udinese: con lui mister Iachini può passare agilmente dalla difesa a tre ad una linea a quattro, sfruttando la capacità di Heurtaux di destreggiarsi anche nel ruolo di terzino destro. Due stagioni fa il transalpino ex Caen era diventato uno dei migliori nel suo ruolo in Serie A, attirando l’attenzione di squadre come Napoli e Roma; oggi può ripartire anche per riguadagnare quelle attenzioni. Dall’altra parte è rientrato Stefan De Vrij, il quale non ha certo bisogno di presentazioni: nel 2014-2015, dopo un Mondiale da protagonista (premiato come migliore giovane) è stato una delle colonne della Lazio terza in classifica. Poi i problemi al ginocchio sinistro che gli hanno fatto perdere l’intero campionato scorso: ora De Vrij si ripropone come titolare e guida della retroguardia biancoceleste, la sua media voto è una garanzia o quasi. Certo essendo Udinese e Lazio di fronte nella stessa partita ci tocca scegliere, e allora punteremmo sull’olandese che pure se la vedrà con clienti spigolosi come Duvan Zapata e Perica. 

CONSIGLI FANTACALCIO 2016/2017: VERRE-BIRSA, LA BELLA VITA DEL TREQUARTISTA (OGGI, 30 SETTEMBRE) – I consigli per il Fantacalcio relativi alla 7^giornata di campionato partono dal primo anticipo, quello che domani (sabato) alle ore 18:00 vedrà di fronte Pescara e Chievo allo stadio Adriatico. Entrambe le squadre impiegano uno o due giocatori tra le linee di centrocampo ed attacco, quindi sulla trequarti, ed è proprio da quella lingua di campo che possono scaturire bonus importanti per tutti i Fantallenatori. Il trequartista non è un ruolo fisso al Fantacalcio, non tutte le leghe private ad esempio lo considerano come una categoria a sé: i giocatori che ne fanno parte confluiscono quindi o tra i centrocampisti oppure tra gli attaccanti. In Pescara-Chievo saranno probabilmente titolari Valerio Verre e Valter Birsa, qualcosa in più di semplici incursori di metacampo. Verre è ancora giovane avendo 22 anni: cresciuto nel settore giovanile della Roma, può adattarsi in tutte le caselle del centrocampo ma mister Massimo Oddo lo sta impiegando tra le linee, per valorizzarne la capacità d’inserimento e nell’ultimo passaggio. Verrà si trova così spesso in zona gol ma finora, con la maglia del Pescara, non è andato oltre le 2 reti firmate nella passata stagione in Serie B. Il pacchetto offensivo dei biancazzurri prevede però continui incroci tra i giocatori e questo potrà facilitare Verre a trovare la via del gol con maggiore continuità, a cominciare magari dalla partita con il Chievo… Che si affiderà come sempre a Valter Birsa: il trentenne sloveno ha trovato in gialloblu la sua dimensione, per Rolando Maran rappresenta una variante tecnica molto preziosa. Birsa calcia bene i piazzati e per questo rappresenta una potenziale fonte di assist ad ogni match. L’anno scorso ha anche messo a segno 6 gol, quest’anno è fermo ai 2 della prima giornata contro l’Inter. In una partita come quella di Pescara è da schierare.

CONSIGLI FANTACALCIO 2016/2017: IL PERSONAGGIO, RICCARDO SAPONARA PER CAPIRE CHI SEI (OGGI, 30 SETTEMBRE) – I consigli del Fantacalcio 2016/2017 tornano a farvi compagnia anche oggi, venerdì 30 settembre. Di cosa si occupano? In generale della Serie A e della settima giornata che sta per iniziare, ma i più affezionati a questa rubrica sanno bene che il venerdì è il giorno che da sempre dedichiamo al “personaggio” del momento: in questo caso Riccardo Saponara. Mettiamo da subito le cose in chiaro: non ci siamo sbagliati. Dopo sei giornate, condite da zero gol e zero assist, Riccardo Saponara merita ancora di essere catalogato come un potenziale “personaggio”? O è arrivata l’ora di pensare a lui come ad un giocatore di medio rendimento, niente di più di un buon giocatore che alterna bei periodi ad altri meno felici? Sinceramente facciamo parte della folta schiera di chi rifiuta con ostinazione l’idea di definire Saponara un calciatore normale. Ce lo ricordiamo quando in Serie B conquistò l’interesse delle big di Serie A: era la stagione 2012/2013, il forlivese trascinò il suo Empoli ai playoff a suon di assist e gol. Al termine della stagione il trequartista, già nel giro dell’Under 21, chiuse il campionato con 13 reti: un biglietto da visita che convinse il Milan a puntare su di lui senza se e senza ma. Già, il Milan: amore tanto atteso, ma mai definitivamente sbocciato. Quando arrivò a Milanello, nella stagione 2013/2014, sulla panchina del Milan c’era ancora Massimiliano Allegri. Saponara venne presentato da Adriano Galliani come un nuovo potenziale Kakà: non un azzardo immotivato. Oltre alla posizione da trequartista, c’era un nome in comune: quel Ricky che i tifosi avevano imparato ad associare al campione verdeoro, e che l’amministratore delegato del Milan sperava caratterizzasse l’esperienza in rossonero del fantasista di Forlì, che proprio in Kakà, in qualità di tifoso del Diavolo, aveva ovviamente il proprio beniamino. Cosa dire di quella esperienza? Cosa ricordare? Il tunnel al primo pallone giocato da titolare nel derby contro l’Inter? No, non è quella l’immagine di Saponara rossonero.

Riccardo al Milan è troppo spesso in panchina o in infermeria. Il viso triste di chi sa bene che probabilmente è l’occasione della vita, di chi ce la mette davvero tutta in ogni allenamento per provare a sfondare, ma vuoi l’essere capitato nel periodo più buio dell’epopea berlusconiana, vuoi il dover combattere con una pubalgia che si conferma nemica sempre subdola, la scintilla non scocca mai del tutto. Il percorso in rossonero di Saponara si esaurisce definitivamente nel gennaio del 2015: nella finestra di mercato invernale il figliol prodigo decide che è giunta l’ora di mettere da parte i sogni per ritrovare se stesso. Ed è lì che la domanda si ripropone: chi è Saponara? Il talento incompiuto incapace di brillare a San Siro o quello che tornato ad Empoli realizza 7 reti in campionato in metà stagione? Dilemma amletico al quale in tanti preferiscono non rispondere. Eppure Riccardo un po’ d’attenzione la meriterebbe pure: è uno dei talenti più cristallini del movimento calcistico italiano; un classe ’91 che ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili; uno degli ultimi esponenti in attività del ruolo di trequartista, o fantasista, chiamatelo un po’ come volete. Fatto sta che ad Empoli, sotto la guida del maestro Sarri, Saponara esplode e il rimpianto in casa Milan cresce soprattutto tra i tifosi, pronti a passare dai fischi alle recriminazioni: contro chi? Ovviamente contro Adriano Galliani, reo di aver fissato con l’Empoli un diritto di riscatto a loro dire troppo basso (4 milioni di euro) e di avere inserito una clausola, che però non placa gli animi, che prevede il 30% di introiti al Milan in caso di futura rivendita.

E Saponara alla cessione va vicinissimo in più di un’occasione, anche la scorsa estate: si parla di Juventus, Napoli, Torino, Inter e persino Milan, pronto magari a puntare sul giocatore di Forlì confidando in una sua completa maturazione. Però…c’è un però: ovvero che Saponara resta ad Empoli, e forse per questo diventa di nuovo triste. Non segna un gol dal dicembre del 2015 contro il Carpi, poi solo qualche assist. Ora, con l’Empoli penultimo in classifica, lui è tornato ad assomigliare ad un giocatore tecnico ma sfortunato, di nuovo “potenzialmente” forte, non forte e basta. Cosa si è rotto negli ingranaggi di Ricky? Cosa gli ha levato di nuovo il sorriso? Domande a cui probabilmente fatica a rispondere anche lui, riconoscente verso la piazza toscana al punto di non avere storto il naso di fronte alla prospettiva di una permanenza; stanco di ritrovarsi puntualmente a dover capire se la sua è la storia di un campione o di un predestinato incapace di sbocciare.

ONSIGLI FANTACALCIO 2016/2017: IL PERSONAGGIO, RICCARDO SAPONARA PER CAPIRE CHI SEI (OGGI, 30 SETTEMBRE) – E intanto cosa fare al Fantacalcio? C’è chi su Saponara ha costruito una squadra intorno, certo che quest’anno sarebbe stato il leader tecnico indiscusso dell’Empoli, trascinandolo alla salvezza a suon di gol. Invece le giornate scorrono inesorabili e di Ricky non c’è traccia sul tabellino. Prestazioni anonime, giocate pallide: quando vedremo il volto entusiasmante di Saponara? Noi speriamo e crediamo presto. Perché quando si possiede un talento come quello del forlivese, non può che essere questione di tempo prima di tornare a gioire. Il prossimo impegno non è dei più semplici: Empoli-Juventus. La squadra che lo ha a lungo seguito e corteggiato, allenata dal tecnico che per primo lo ha avuto al Milan, senza poi ritenerlo in grado di fare il titolare. Sembra la chiusura di un cerchio, o forse l’inizio di una storia tutta nuova: perché Saponara deve resettare, dimenticare l’amarezza dei treni perduti per tornare se stesso. L’equilibrio di un campione realizzato si regge su un filo sottile, quasi invisibile. Più o meno come quello che separa il Saponara normale da quello campione. Sono pochi i dettagli che fanno la differenza: sta a Riccardo curarli, e a noi dargli fiducia, magari già dalla prossima giornata. (Dario D’Angelo)

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