Con Chiesa nasce una Juve che va oltre Ronaldo

La squadra di Pirlo ha finalmente sfruttato tutta la profondità della sua rosa, dal match winner alla panchina di lusso con Kulusevski e McKennie

Non solo perché è arrivata, ma anche per come è arrivata. L’importanza della vittoria in casa Milan è molteplice: per la classifica, chiaro (la Juve era già spalle al muro); per il primo successo in campionato contro una big (buon viatico per un mese che prevede le sfide a Inter e Roma); per le firme in calce ai tre punti di Milano. Per una volta l’autografo più grosso, più visibile, non è quella di Cristiano Ronaldo, che invece ha vissuto una serata anonima. E la “marginalità” dell’alieno nelle sorti bianconere di ieri sera è un consistente valore aggiunto. Contro il Milan, con le assenze di Cuadrado, Alex Sandro e Morata, con un CR7 normale, la Juve ha davvero mostrato tutta la profondità della sua rosa, ha iniziato a mettere mano a quelle risorse che finora erano state accumulate, grazie a un mercato comunque importante nonostante la crisi, ma non ancora davvero usate.

Nuovo protagonista

—  

Federico Chiesa si è preso la scena, per una sera ha trainato lui, mostrando un repertorio in evoluzione, con un gol di destro e uno di sinistro e le qualità di “strappo” che hanno portato Paratici a programmare un investimento da 60 milioni. Per la Juve che ieri schierava solo il senatore Bonucci e l’operaio Frabotta come italiani titolari, l’ascesa di un giovane azzurro ad un ruolo da protagonista è un passo in avanti che può diventare fondamentale. Chiesa che senza dubbio rende più a destra (3 gol nelle ultime due, partendo da lì) si propone come terza risorsa offensiva oltre alle due punte: la Juve gli chiede un bottino di gol e assist consistente.

Chi si alza?

—  

Più in generale c’è la piacevole impressione, dalle parti della Continassa, della possibilità che a turno uno dei tanti big possa alzarsi e decidere i match in alternativa o in aggiunta a Cristiano. Il 7 resterà il fattore principale, ma non può essere l’unico. Dybala, sulla via del ritorno ai suoi livelli, Morata, ma anche Kulusevski, il sorprendente McKennie, il solito Cuadrado e magari anche Ramsey (oltre all’ex viola) hanno le qualità per determinare le partite, che i vari De Ligt, Bonucci, Danilo e Szczesny poi devono conservare.

La forza dei cambi

—  

Tante armi, quindi, potenzialmente ancora più letali a gara in corso: ieri il confronto con la ridottissima panchina del Milan (accorciata ulteriormente dalle molte assenze) era stridente. In generale poter pescare fra le riserve Kulusevski o McKennie (ma anche Arthur per gestire pallone e vantaggio) è un lusso che possono permettersi in poche. Lo svedese ha finalmente battuto un colpo dopo il buon inizio di stagione: la sua verticalità e la capacità di portare palla in velocità può diventare strumento decisivo per chiudere le partite, quando si aprono spazi. Lo statunitense si sta dimostrando anche più letale da subentrante (i due gol in campionato sono venuti così). Pirlo ha superato la fase di “esplorazione” della rosa e ora ha cominciato a sfruttarla, con profitto. I motivi per crederci sono più numerosi dei punti recuperati alle milanesi.

Precedente Nuovi soci Inter: il fondo Bc Partners in trattativa con Suning, ma niente ipotesi di vendita Successivo Ipse dixit - DiFra: "Tre punti e via la crisi". Maksimovic: “Stiamo attenti e li annulliamo"

Lascia un commento