Collovati: “Inter, i giovani non incidono. La sfida di Inzaghi è con le seconde linee”

“Campionato lungo e Champions da fare con ambizione, Simone dovrà tenere sul pezzo il gruppo, ma Salcedo e Agoumé giocheranno solo in Coppa Italia”

Francesco Sessa

7 luglio – Milano

La nuova stagione dell’Inter partirà con il raduno dell’8 luglio. Inzaghi è pronto a sbarcare nel mondo nerazzurro e lo farà inizialmente senza big: “colpa” delle nazionali, tra Europei e Copa America. Un’occasione per testare altre possibili pedine: da Salcedo ad Agoumé, chi può dire la sua nella prossima stagione? Risponde Fulvio Collovati, campione del Mondo nel 1982 ed ex interista.

Collovati, Inzaghi secondo lei potrà attingere da queste giovani risorse?

“Sono pedine che possono arricchire la rosa, ma dobbiamo parlarci chiaramente: per giocare una stagione ad altissimi livelli bisogna far affidamento al massimo sulle seconde linee, non sulle terze. Ragazzi come Agoume, Salcedo, Pirola e Venheusden magari avranno una possibilità in Coppa Italia, ma non penso che possano incidere sulla stagione dell’Inter. Guardiamo Pinamonti l’anno scorso: quante partite ha fatto?”.

Il discorso vale anche per Dimarco?

“No, è diverso: stiamo parlando di un titolare che ha fatto benissimo al Verona e può giocarsi il posto da titolare anche all’Inter. Per come gioca Inzaghi, la spinta sugli esterni è importante: se sarà il giocatore di Verona potrebbe essere un giocatore importante”.

E i veterani? Secondo lei possono essere utili alla causa? Pensiamo a Kolarov, Vecino, Ranocchia, Sanchez…

“Il valore dei titolari dell’Inter non si discute. Il problema è proprio capire cosa possono dare gli altri. Una delle capacità di Conte è stata quella di far rendere i vari Ranocchia, Young, Gagliardini: teneva tutti sulle spine, la squadra non subiva ripercussioni da questo punto di vista. Secondo me il lavoro più difficile che Inzaghi dovrà fare sarà proprio far sentire motivate le seconde linee: il campionato è lungo e c’è una Champions da giocare con ambizione. Poi bisogna vedere chi rimane…”.

Cosa ne pensa della situazione in attacco?

“Mi auguro che non ci siano sorprese su Lautaro Martinez, ma ci vuole una terza punta di livello. Lautaro tornerà dalla Copa America, è un aspetto da considerare. Bisogna trovare un profilo che dia continuità di gol e prestazioni”.

Un Raspadori?

“Andrebbe benissimo. E non sta giocando gli Europei: arriverebbe tutto sommato fresco. Ma dipende dalle disponibilità economiche…”.

Come si sostituisce Hakimi?

“Era come Spinazzola in queste prime partite agli Europei: il punto di riferimento sulla fascia. È un giocatore difficile da rimpiazzare. Trovare un sostituto del suo livello è difficile, ma quanto meno bisogna provare a prendere uno che spinge quanto lui”.

“Lui o Lazzari potrebbero essere delle buone soluzioni. Anche se Hakimi è di un altro livello”.

Calhanoglu a zero è stato un buon colpo?

“Il Calhanoglu di cinque mesi fa è un ottimo acquisto. Quello di altri tempi è stato a tratti irriconoscibile. Ma comunque penso che, come al solito, Marotta ci abbia visto lungo: stiamo parlando di un buon giocatore, che può essere la pedina giusta anche per le ripartenze con Inzaghi. Non dico che possa essere come Luis Alberto, ma comunque un buon elemento dietro le due punte”.

Può essere il titolare in una squadra che punta allo scudetto?

“È stato preso per questo… Non penso che possa fare la riserva”.

Quindi è fiducioso?

“Direi di sì. È stato scelto il migliore allenatore tra quelli emergenti, tatticamente non si è cambiato molto. Cambieranno alcuni giocatori, ma l’importante è proseguire su questa strada e tenere i giocatori indispensabili, la spina dorsale: mi riferisco a De Vrij, Brozovic, Barella, Lukaku”.

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