Ciclismo azzurro, è l’ora delle scelte: Cassani resta o se ne va? E domenica al via i Mondiali nelle Fiandre

Bilancio e futuro. Eccellente il primo, inquietante il secondo. Il ciclismo azzurro attraversa un settembre sconquassante. Sballottato tra i trionfi europei e il “sacrificio”, non indolore, del c.t. Cassani (in scadenza di contratto a fine mese) dopo otto anni di proficuo servizio federale. Archiviate le cinque giornate di Trento, evaporato l’abbraccio sincero e commovente tra l’orgoglioso tecnico romagnolo e il decisionista presidente Dagnoni, il mistero si infittisce. Che farà Cassani? Lascia o accetta il vago ruolo  di “Ambassador“ che la Federazione ciclistica gli ha proposto dopo Tokyo? E a chi verrebbe affidata la nostra nazionale? Sono ore difficili per l’intero Circus. Per di più alla viglia dei Monndiali al via domenica prossima. Ma procediamo con ordine.

L’estate d’oro dell’Italia, dai Maneskin a Jacobs

Le medaglie d’Italia 2021: Maneskin, Wembley, Tokyo, Trento. Estate d’oro. Stagione sorprendente. Da incorniciare. Aspettando Le Ferrari e le Ducati.

Che un vento generoso gonfiasse nelle nostre vele si era visto in maggio a Rotterdam con l’inattesa e clamorosa vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest. La loro canzone “Zitti e buoni“ – una ballata rielaborata in chiave rock – ha messo in fila 39 Paesi. Appero’. Poi a luglio c’è stata la finale degli Europei di calcio nello staiconico di Wembley. Vittoria ai rigori sugli inglesi che ancora rosicano. Campioni d’Europa. Non accadeva dal ‘68. Avanti così. È l’anno buono, dicevano tutti alla faccia (anch ) delle varanti Covid e dei tele-virologi. Sull’abbrivio siamo andati a Tokyo  e alle Olimpiadi lo stellone italiano ci ha consegnato 40 medaglie (10 d’oro, 10 d’argento, 20 di bronzo) e due fenomeni: Marcellone Jacobs e Gimbo Tamberi. Un mese dopo abbiamo fatto ancor meglio alle Paralimpiadi: 69 medaglie (14, 29, 26). Un trionfo. Ora aspettiamo le Ferrari e le Ducati. Leclerc e Bagnaia fanno ben sperare.

Le vittorie azzurre agli Europei di Ciclismo

A settembre sono arrivati a Trento gli Europei di ciclismo. Cinque giornate, 13 titoli in palio (staffetta mista, 6 cronometro, 6 prove in linea). Morale alle stelle. 

Vinto otto medaglie di cui quattro d’oro: cronostaffetta (Ganna&C. ), crono donne, Under 23 (Vittoria Guazzini), in linea donne Under 23 (Silvia Zanardi), professionisti in linea (Sonny Colbrelli). E a Trento c’erano fior di campioni come Evenepoel, Pogacar, Sagan, Mohoric. E non è finita qui. Ora sotto con i Mondiali nelle Fiandre (19-26 settembre). In palio 11 titoli iridati. Si comincia domenica 19 con la cronometro “Uomini Élite“ di 44,3 km. Ganna contro Kung. Gran bella sfida. De lo stellone non ci abbandona, ne vedremo delle belle.

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