Chiesa-Juve, ora o mai più: un rush per sognare

TORINO – Un gol per tanti obiettivi. Federico Chiesa ha diversi motivi per tornare decisivo. Innanzitutto vuole mettere la firma sul primo traguardo della stagione, quella qualificazione alla prossima Champions che è vitale per il futuro della Juve. Con una vittoria, la Signora si garantirebbe la sicurezza aritmetica di tornare l’anno prossimo a sedersi al tavolo delle grandi d’Europa. Il mondo Juve, poi, attende Fede anche per agguantare la Coppa Italia. D’altra parte è stato lui a firmare l’ultimo trofeo juventino tre anni fa: proprio la Coppa Italia, contro l’Atalanta. E tra dieci giorni ci sarà di nuovo la Dea come avversario in finale all’Olimpico. Ma la priorità al momento si chiama Champions e Chiesa vuole certificarla con un suo squillo dopo una stagione in chiaroscuro in cui ha realizzato 8 gol. Ecco l’altra motivazione forte: l’ex viola non segna in campionato da due mesi, dalla trasferta di Napoli dello scorso 3 marzo. Fu la rete del momentaneo pareggio che non servì però ad evitare la sconfitta. Da allora, Chiesa ha esultato soltanto una volta, nella semifinale di andata di Coppa Italia contro la Lazio. In generale, il suo 2024 non è stato felicissimo visto che il fatturato è di soli tre gol (il terzo al Sassuolo a gennaio). Troppo poco, insomma, rispetto alle aspettative sue e del club, nonostante il bottino in serie A (7 reti) sia in linea con il massimo raggiunto finora in bianconero: 8 nel 2020-2021, la sua annata migliore a Torino chiusa con 14 centri in tutto. Fede ha viaggiato molto sull’altalena, con alti e bassi nel rendimento, prestazioni convincenti alternate a prove opache, e tanti stop per problemi fisici. L’inizio di stagione era stato davvero promettente (4 centri nelle prime cinque partite) poi sono iniziati i problemi, dovuti principalmente ai guai fisici. Non tutto è filato liscio, insomma, come testimoniano anche le tante sostituzioni – 18 su 32 presenze complessive – e i fischi dello Stadium in occasione delle sfide con Frosinone e Genoa. 

Juve, il futuro di Chiesa

Non tutto ha funzionato a dovere e lo specchio è anche nel rapporto ormai sfilacciato con Massimiliano Allegri a causa di un nodo tattico rimasto irrisolto. Piuttosto che da seconda punta, Chiesa preferisce giocare da attaccante esterno, posizione da dove riesce a mettere a frutto più facilmente le sue doti di velocista e i suoi dribbling. E le prestazioni in Nazionale sono la conferma Il ruolo di attaccante puro, dove lo vede Max, gli va insomma un po’ stretto: più vicino, sì, alla porta avversaria, ma senza i benefici auspicati. Il tema allenatore si interseca con i ragionamenti relativi al futuro. Il contratto del numero 7 scadrà nel 2025 e la Juve punta al prolungamento per evitare di correre il rischio di perdere a zero tra un anno un capitale. Il confronto tra le parti è già iniziato ma non ancora entrato nel vivo e soprattutto non ha portato ad alcun avvicinamento. Innanzitutto per prolungare Chiesa vorrebbe anche un ritocco all’ingaggio, attualmente di 5 milioni a stagione ma al tempo stesso intende capire chi sarà l’allenatore della prossima stagione La Juve non intende andare oltre lo stipendio di oggi e possibilmente spalmarlo su un orizzonte più ampio così da alleggerire i conti. La soluzione? Un rinnovo-ponte, di un anno, per allontanare la deadline. E attendere eventualmente qualche proposta dal mercato. 


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