Chiesa, Juve e Mancini in ansia: si teme la rottura del crociato

Distorsione al ginocchio o peggio? Federico rischia 6 mesi di stop e salterebbe pure i playoff Mondiali

La Juventus è a meno 3 dal quarto posto dell’Atalanta ma non fateci caso: è un’illusione ottica. La Juve in realtà andrà in campo anche oggi, quando si avrà un responso sugli esami di Federico Chiesa, uscito dopo mezz’ora per un problema al ginocchio sinistro. La Juve ha fatto sapere, attraverso le parole di Marco Landucci, la prima diagnosi: “Distorsione al ginocchio sinistro. Si faranno gli esami domani (oggi, ndr). È l’unica nota stonata della serata”. Quello che nella diagnosi non può esserci è la paura: il timore che ci sia un interessamento dei legamenti, con l’ipotesi peggiore, la rottura del crociato. La preoccupazione, in questo senso, è molto forte e concreta. La stagione di Chiesa con quell’ipotesi sarebbe ovviamente finita e Allegri per il 2022-23 dovrebbe alzare sacrifici agli dèi romani del ginocchio: qui all’Olimpico, a gennaio 2020, Merih Demiral tornò a casa con una lesione del legamento crociato anteriore e associata lesione meniscale.

ANCHE LA NAZIONALE…

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Il responso ovviamente influenzerebbe le proiezioni sulla primavera della Juve che, con il suo calcio frammentato, dipende tanto dalle iniziative individuali di Morata e soprattutto di Dybala e Chiesa, gli unici che possono cambiare le partite con il talento tecnico o atletico. L’infortunio, peraltro, arriva in un momento particolare, poco dopo il rientro da un problema muscolare al flessore della gamba sinistra. Federico, nella zona del centrocampo, ha strappato per scattare in avanti e si è fermato, toccandosi subito la gamba. Intorno a lui, preoccupazione e facce tese, continuate quando ha fatto il giro del campo – passetto dopo passetto, scortato dai medici – per tornare in panchina. Arrivato sotto il settore ospiti, Chiesa ha salutato i tifosi che lo applaudivano. Rischia seriamente di essere un saluto anche alla Nazionale, che a marzo si giocherà la qualificazione al Mondiale.

NO CUADRADO E DE LIGT

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La Juve, al netto del risultato, ha visto materializzarsi tutte le paure della vigilia. Il rischio squalifiche per la Supercoppa di mercoledì contro l’Inter infatti è stato uno dei temi del sabato. La Juve aveva un solo diffidato disponibile, Juan Cuadrado, e proprio Cuadrado si è fatto ammonire per un fallo evitabile: un intervento in scivolata per anticipare Felix. Il Panita è arrivato tardi e ha preso un “2 per 1”: non la palla, ma uomo e cartellino. I pochi juventini che non sapevano hanno ripassato il regolamento: sì, la squalifica rimediata in A si sconta in Supercoppa. A fine partita, sul 4-3, la seconda brutta notizia: il doppio giallo di Matthijs de Ligt, altro squalificato per mercoledì. L’Inter, già favorita, allarga il suo vantaggio nei pronostici.

E ALLORA CHI GIOCA?

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La Juve per la Supercoppa quindi è da immaginare… con un po’ di fantasia. Davanti a Szczesny, probabilmente giocheranno Rugani e Chiellini, perché per Bonucci sarà molto complicato – non impossibile, ma molto complicato – andare in campo. “C’è anche Danilo, che ha già lavorato con noi”, ha detto ieri Landucci in conferenza, aprendo a un’ipotesi comunque complessa per un giocatore che guarda i compagni dal 20 novembre. Più probabile che, come terzini, si vedano De Sciglio e uno tra Alex Sandro e Pellegrini. In avanti, invece, scontato l’utilizzo di Morata e Dybala, che avranno in mano la fase offensiva. Per il resto, rivolgersi ad Allegri, che spesso in carriera ha fatto il meglio nelle situazioni più difficili: se c’è da preparare una partita secca contro un’avversaria forte, l’illuminazione notturna è più probabile.

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