Chiesa decisivo: “Il mio anno difficilissimo è alle spalle. È una vittoria per Vialli”

A pochi giorni dall’anniversario dell’infortunio, azzurro uomo partita con l’Udinese per l’assist a Danilo: “E ora alziamo l’asticella”

Lunedì è un anno. Un anno dall’infortunio che ha fatto perdere a Federico Chiesa dieci mesi di calcio e molto altro. Ancora non ha mai giocato più di 35 minuti, l’obiettivo dichiarato è essere pronto per il big match di venerdì prossimo a Napoli. Ma è già tornato decisivo: un assist con la Lazio, per Milik, all’ultima partita prima della sosta, e adesso questo a cinque minuti dalla fine per il gol decisivo di Danilo che è valso con l’Udinese l’ottavo successo di fila della Juventus. Taglio in area ampiamente entro il filo del fuorigioco a suggerire il passaggio illuminante di Paredes, poi posizione troppo decentrata per cercare la porta e assist in mezzo per il capitano: gioia da tre punti. “L’ho detto a Danilo che poteva venire ad abbracciarmi”, dice l’azzurro: “È stato un anno difficilissimo per me, però me lo sono messo alle spalle, ora sul campo devo lavorare di più per tornare ai livelli di prima, dare una mano alla squadra e puntare agli obiettivi prefissati a inizio stagione: non siamo partiti bene ma ci siamo rimessi in carreggiata”.

Per Vialli

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Dopo la vittoria il primo pensiero va a Gianluca Vialli, omaggiato di cuore da un popolo che l’ha amato perdutamente, e poi in campo dal risultato di una squadra che può solo trarre ispirazione dal percorso di Luca-gol. Come è già stato a Euro 2020 per gli azzurri, tra cui Chiesa: “Luca è stato una grandissima persona, ho avuto la fortuna di incrociarlo nella mia vita, per quello che è stato e per quello che ci ha passato a livello umano: all’Europeo è stato un giocatore in più, scendeva in campo con noi. Ci sarebbe da parlare per ore e ore del grande uomo che è stato. È una vittoria per lui”.

La condizione

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Ha spiegato Allegri: “Non lo sto gestendo, è solo che il rischio infortuni muscolari è dietro l’angolo se fa una partita dietro l’altra. Quando ha giocato a destra l’Udinese l’ha un po’ chiuso, a sinistra invece ha avuto due-tre fiammate importanti. Quando rientrano da infortuni lunghi i giocatori hanno bisogno di ritrovare la condizione e il ritmo dei 90 minuti”. Chiesa racconta così la sua condizione: “Purtroppo sono stato fermo 15 giorni durante il ritiro, il mister non ha voluto rischiarmi in amichevole. Sono rientrato un po’ dopo rispetto ai compagni, sono a disposizione del mister, dove vuole farmi giocare io ci sono”. Con vista sul futuro: “Nelle ultime gare abbiamo raddrizzato il tiro, va bene così. E vanno bene otto partite senza gol. Ma come dice il mister dobbiamo alzare l’asticella…”.

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