Chiesa, Allegri vuole di più: col cambio di ruolo il tecnico si aspetta 14-15 gol

Max lo vede seconda punta ed è convinto che giocando più vicino alla porta possa andare in doppia cifra. Ma deve diventare più cattivo

Fabiana Della Valle

31 agosto – MILANO

La fiducia c’è, ora però devono arrivare anche i gol. A grappoli, più di quelli delle stagioni precedenti, non solo delle ultime due, falsate dall’intervento al crociato. Federico Chiesa ha stappato il 2022-23 bianconero con la rete dell’1-0 contro l’Udinese e una prestazione molto convincente, poi è tornato a fare a pugni con le solite difficoltà (un po’ come tutta la squadra) contro il Bologna. Massimiliano Allegri gli aveva predetto 14-16 reti nel post partita friulano, ribadendo che lui lo vede seconda punta, e in un’intervista a Dazn ha rafforzato in concetto: “Ho piena fiducia in Fede, quest’anno ha la gamba diversa. Si deve convincere di essere una punta perché lo è, poi va bene che ogni tanto venga in mezzo o vada all’esterno ma lui è uno che sta dietro al gol. Quando tira in porta è noioso, fa male”. Che la gamba sia diversa è inevitabile, perché a differenza di un anno fa, quando di questi tempi era ancora in fase di recupero, ha potuto fare tutta la preparazione con la squadra. Max è contento di come si sia ripresentato alla Continassa, nel fisico e anche nella testa, ora però gli chiede il salto di qualità: un campionato da doppia cifra, che non è la normalità per Fede ma secondo il tecnico deve diventarlo, perché ha i mezzi per diventare più incisivo sotto porta. 

pochi gol

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I numeri del 2022-23 fanno poco testo, perché come ha sempre detto Allegri la stagione dopo un grave infortunio è fortemente condizionata. Perciò le 2 reti in 21 partite in campionato (con una media di un gol ogni 422’) non possono essere considerate attendibili, però le statistiche raccontano che Chiesa non ha mai segnato tantissimo: una sola volta in carriera è arrivato a 10 centri in A (2019-20, l’ultima alla Fiorentina) e il suo record stagionale è di 14 (8 in campionato e 4 in Champions League), realizzato nella sua prima annata in bianconero. Allegri però è convinto che Fede abbia molti più gol nelle gambe di quelli che pensa di avere, però per segnare maggiormente deve giocare più vicino alla porta. Per questo ha passato tutta l’estate a testarlo come seconda punta, garantendogli la libertà di svariare e allargarsi sulla sinistra a suo piacimento, ma chiedendogli anche movimenti più da attaccante e più partecipazione alla manovra della squadra. 

troppi cambi di ruolo

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Chiesa nasce esterno, ama partire da lontano, che sia destra o sinistra, e preferisce il tridente a un attacco a due punte. I dati delle ultime 4 stagioni raccontano che ha cambiato spesso posizione: delle 80 gare da titolare giocate tra Juventus e Nazionale, 21 volte ha fatto l’esterno a tutto campo nel 3-5-2, 24 il centrocampista esterno nel 4-4-2, 9 la punta nel 4-2-3-1, 24 l’ala nel 4-3-3 e 2 la seconda punta. La sua duttilità rischia di diventare un boomerang: cambiare tanto e spesso forse gli ha tolto anche un po’ di fiducia, impedendogli di fare il salto di qualità. 

più cattiveria

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Quest’anno però Allegri gli ha dato una collocazione ben precisa e ha intenzione di insistere su questa strada, per garantirgli continuità e stabilità. Chiesa ha bisogno di campo per poter saltare l’uomo, però calcia bene, anche meglio di uno come il laziale Zaccagni, per esempio, che ha chiuso lo scorso campionato con 10 gol. Ha bisogno di essere più cattivo sotto porta e meno prevedibile. Con la giusta applicazione e seguendo le indicazioni dell’allenatore può diventare decisamente più prolifico, avvicinandosi ai numeri di Kvaratskhelia (12 centri nella Serie A 2022-23) e Leao (15), che hanno fatto le fortune di Napoli e Milan. D’altronde lo stesso Chiesa dopo il successo di Udine ha detto di trovarsi a suo agio nelle vesti di seconda punta in una Juventus che, rispetto alla scorsa stagione, gioca in maniera diversa, fa più movimento, è più intensa e cerca il pressing alto. «Dobbiamo continuare così, questo è il calcio moderno», aveva spiegato. In una Juventus che è rimasta praticamente uguale a se stessa negli uomini, Chiesa può diventare una risorsa inesauribile, l’uomo in più, il giocatore che sa fare la differenza di cui tanto si è sentita la mancanza nella scorsa stagione. L’inizio è stato convincente: la condizione adesso c’è, la serenità pure, ora non gli resta che crederci davvero. Allegri gli chiede solo di segnare di più: a 25 anni è arrivato il momento di prendersi la Juventus sulle spalle.

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