Chiellini 500, ma a Napoli non si festeggia: per una volta decisivo al rovescio

Il rigore procurato ferma il momento d’oro del capitano, che a 36 anni e mezzo era tornato protagonista della rinascita di inizio 2021

La sua seconda giovinezza a 36 anni e mezzo era una delle grandi storie fondanti della rinascita juventina di inizio 2021. Contro il Napoli Giorgio Chiellini celebrava un paio di pietre miliari notevoli, la partita numero 400 in Serie A (37 con la Fiorentina, 363 con la Juventus) e la numero 500 da titolare in bianconero in tutte le competizioni, secondo le statistiche Opta. Non le ha esattamente festeggiate, col fallo del rigore che ha deciso il risultato, togliendosi di dosso un po’ di quell’odore di santità che non aiuta mai a mantenere l’equilibrio nelle valutazioni: col Napoli è stata una giornata storta, oggettivamente. Capita, anche al capitano.

Il rigore

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Minuto 28, salta a protezione di Szczesny che alle sue spalle sta per agguantare il pallone, ma nel farlo Chiellini allarga il braccio e il sinistro in estensione prende in faccia Rrahmani alle sue spalle in maniera abbastanza chiara. “Rigore dubbio”, dirà Pirlo, aggiungendo che “rigori come questo allora si dovrebbero darne 3 o 4 a partita”. Il contatto dalle immagini è chiaro, la valutazione è su altro. Doveri sul momento non fischia, poi chiamato dal Var decide la massima punizione dopo aver rivisto l’azione al video.

E non solo

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Per il resto Chiellini non avrebbe vissuto una serata di difficoltà, pur in un reparto per una sera eterogeneo, per la prima volta dall’inizio insieme a De Ligt che ha caratteristiche e propensioni diverse dalle sue, e da Bonucci che era il suo compagno abituale. A volte non a suo agio in fase di impostazione, ma non è questo che l’ha reso uno dei difensori migliori al mondo né il baluardo delle ultime settimane, bensì tutto il resto del pacchetto. L’errore sotto la lente è un altro, quello del rigore. Non colossale di per sé, ma è quello che ha fatto perdere la partita. Un episodio, ma l’episodio decisivo. Sei l’uomo partita quando l’episodio decisivo è il gol della vittoria, ma vale anche al contrario: a Chiellini non mancano le spalle grosse per farsene carico. Un episodio, ma potevano essere anche due, perché già al 15’ un suo sospetto intervento di avambraccio in area togliendo palla a Maksimovic per mandarla in corner aveva sollevato le proteste del Napoli. Una giornata un po’ così.

Dinamica e fiducia

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A volte si sbaglia ma davanti i compagni segnano e l’errore finisce quasi cancellato. Stavolta invece tutti in bianco e Chiellini finisce come l’uomo partita, per una volta, in negativo. In una serata in cui la difesa non è comunque andata sotto e ha subìto meno di altre volte. E in cui, dopo un gol preso nelle precedenti sette partite, il secondo in otto gare è arrivato a gioco fermo, per un braccio allargato per sbaglio in un’azione neanche così pericolosa. Una leggerezza pagata col massimo della pena, ma non una dinamica che può intaccare la fiducia della retroguardia bianconera costruita mattone dopo mattone nell’ultimo mese. Che resta il patrimonio da portarsi ora in dote per la ripresa della Champions.

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