Chiamatela serie Alt: le Asl bloccano Salernitana, Torino e Udinese. Salta pure Bologna-Inter

Dopo lo stop alla squadra di Colantuono la situazione è degenerata. Mihajlovic scherza in conferenza: “Sono l’allenatore più pagato per allenare la Primavera…” ma poi in serata arriva lo stop agli emiliani

Il campionato perde pezzi. In un pugno di ore l’idea di limitare i danni, facendo i conti con il solo, scontato già martedì sera, annullamento di Salernitana-Venezia, si frantuma. E così il 2022 riparte con un poker di partite saltate per il Covid, appiedate dai provvedimenti delle Asl. Come sempre non omogenei: da una parte quella di Verona autorizza i veneti a partire per La Spezia nonostante i 10 casi nel gruppo squadra e stessa cosa fa quella di Napoli, prendendo una decisione opposta a quella di 15 mesi fa; dall’altra le autorità sanitarie locali di Torino (per il viaggio dei granata a Bergamo per la sfida con l’Atalanta), Udine (niente trasferta a Firenze) e Bologna (congelata pure la partita con l’Inter) applicano invece la maggiore severità. Oggi andranno in scena quattro partite fantasma, con le quattro avversarie delle squadre colpite dai provvedimenti delle Asl che si presenteranno in campo nel deserto e avranno (solo potenzialmente) partita vinta. D’altronde già ieri si sono vissuti momenti surreali con l’Inter che è partita in Frecciarossa e proprio mentre era sul treno ha ricevuto la notizia della decisione della Asl del capoluogo emiliano di fermare il Bologna.

BOLOGNA DECIMATO

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In effetti il Bologna è stato il fronte a sorpresa che si è aperto ieri mattina. Alle 10,48 di ieri mattina, il club comunica che ai già positivi al Covid-19 Dominguez, Hickey, Molla e Viola si aggiungono van Hooijdonk, Vignato, Santander (bloccato in Paraguay) e Medel. Sinisa Mihajlovic, in conferenza alle 11 presentando Bologna-Inter, ci scherza su (“In questi giorni sono l’allenatore più pagato al mondo perché alleno tanti Primavera…”), addirittura è costretto a convocare 5 giocatori della Primavera più Falcinelli che non rientrava mai nei piani tecnici. Insomma il Bologna, pur senza 12 giocatori (compresi gli infortunati e quelli in Coppa d’Africa) è convinto di giocare. E invece nel pomeriggio, cambia tutto. “Cosa succederà? Che non si giocherà – racconta il direttore dell’Ausl di Bologna Paolo Bordon alle 19 – La situazione potrebbe volgere al peggioramento per cui il dipartimento di sanità pubblica sta facendo un provvedimento in cui ci sarà scritto che non ci sono le condizioni per giocare”. Da qui la richiesta del rinvio alla Lega e visti i provvedimenti dell’autorità sanitaria locale, la certezza che l’isolamento proseguirà bloccando la partenza per la partita di Cagliari di domenica.

TORO FERMATO

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Diverso è il discorso di Torino dove la situazione s’era messa male già martedì sera. Da ieri alle 15.30 i componenti del gruppo squadra hanno il “divieto assoluto di allontanamento dalle proprie abitazioni”, così si legge nel decreto dell’Asl Città di Torino. Ieri l’autorità sanitaria torinese ha modificato la condizione del Torino, passato da una bolla fiduciaria alla quarantena domiciliare per almeno cinque giorni. Il provvedimento è scattato in conseguenza della positività di un altro calciatore dopo il giro di tamponi di ieri mattina. Il bilancio Covid del Toro sale a 8 positivi, di cui 6 calciatori e 2 membri dello staff. Negli ultimi cinque giri di tamponi svolti dal club granata, dal 29 dicembre, solo in un caso non erano emerse positività. La misura dell’Asl è stata motivata valutando “l’attuale andamento epidemiologico dovuto alla variante Omicron e considerato il contagio sviluppato nell’ambito degli allenamenti”. Ieri sono stati sottoposti a controlli anche i familiari dei tesserati: è finito in quarantena chi non ha la terza dose del vaccino. In mattinata è poi tornato positivo Simone Verdi, infettatosi il 26 dicembre, che si era negativizzato l’altro ieri e in questo momento è fuori dal gruppo squadra. Scontato dunque che non si possa giocare neanche domenica, l’appuntamento ora è fissato per lunedì quando il Toro svolgerà un nuovo giro di tamponi: se i tesserati saranno tutti negativi, l’Asl scioglierà la quarantena altrimenti la misura sarà prolungata.

“NIENTE CONTATTI”

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Anche l’Udinese non è partita per Firenze. E anche per la squadra friulana il provvedimento dell’Asl dispone la quarantena dei contatti stretti fino al 9 gennaio, proprio la domenica in cui era prevista la partita con l’Atalanta. Pure qui, solito epilogo: la società preso atto della situazione ha chiesto il rinvio alla Lega che l’ha ancora una volta negato. A peggiorare la situazione ci si è messo l’ultimo giro di tamponi che ha evidenziato altri due calciatori positivi che si sono aggiunti ai 7 già contagiati (nel conto pure due membri del gruppo). Qui sono state declinate in modo restrittivo le regole della nuova quarantena: ok all’autosorveglianza ma “divieto di esercitare sport di squadra di contatto”. Alla fine l’unico a partire è stato il Verona, che con 8 giocatori e i 2 membri del gruppo positivi, è stato autorizzato a giocare con lo Spezia. I tamponi non hanno riscontrato altre positività rispetto a martedì e questo fa ritenere che il focolaio si sia fermato. Proprio quello che non ritiene la Asl di Salerno rispetto alla Salernitana, prossima avversaria dei veneti domenica. Il club granata era stato il primo a chiedere e ottenere un nuovo rinvio per la partita con il Venezia. Ora è l’unico, fra le squadre pluricontagiate, che potrebbe essere in grado, con una nuova valutazione della Asl, di poter sfruttare la negativizzazione di alcuni calciatori e di recarsi a Verona. Il campionato è veramente sotto assedio. Speriamo bene.

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