Chi era Joe Barone, il dirigente della Fiorentina morto dopo un malore

MILANO – Dopo aver lottato per ore sospeso tra la vita e la morte Joe Barone non ce l’ha fatta e si è spento un giorno prima di compiere 58 anni al San Raffaele di Milano, dove il direttore generale della Fiorentina era stato ricoverato e operato d’urgenza in conseguenza dell’arresto cardiaco extra ospedaliero che lo aveva colpito prima del match dei viola in casa dell’Atalanta (poi rinviato). Lascia la moglie Camilla e quattro figli: il primogenito Pietro, Salvatore, Giuseppe (ex calciatore di Ascoli, Perugia e Salernitana) e Gabriella.

Joe Barone, le origini siciliane

Nato a Pozzallo, in Sicilia, il 20 marzo del 1966, all’età di 8 anni si trasferì con la famiglia a Brooklyn e negli Stati Uniti iniziò a lavorare in un istituto bancario una volta finiti gli studi. Una carriera abbandonata però presto per andare a lavorare nella ‘Mediacom’ di Rocco Commisso, tra le più grandi aziende statunitensi nel settore della Tv via cavo. Un incontro, quello con l’imprenditore di origine calabrese, che gli cambiò la vita: un rapporto fraterno, che ha portato i due amici a condividere anche l’avventura sportiva nei Cosmos di New York e poi quella nella Fiorentina.

L’incontro con Commisso

Un uomo di fiducia, un vero e proprio braccio destro per il presidente che a Barone aveva affidato la gestione del club viola fin dall’inizio della nuova era, partita il 6 giugno 2019. Ma lui a Firenze era arrivato in anticipo, esattamente il 26 maggio: sciarpa viola al collo, era al “Franchi” per assistere a Fiorentina-Genoa, ultima partita del campionato 2018-19. Il segnale che il club viola stava cambiando proprietà passando dalla famiglia Della Valle alla famiglia Commisso.

Viola Park, la ‘creatura’ di Barone

Cose organizzative e di mercato in un ordine di gerarchico che comprendeva da subito il ds Daniele Pradè e poi il direttore tecnico Nicolas Burdisso, cose che sono diventate strettamente legate alle infrastrutture della Fiorentina, prima con le varie questioni sul “Franchi” da ricostruire o del nuovo “Franchi” da costruire nell’area Mercafir o a Campi Bisenzio, fino soprattutto al Viola Park, il gioiello di Rocco Commisso, la creatura di Joe Barone. Che ne ha seguito la progettazione nei dettagli, che ne ha curato la realizzazione settimana dopo settimana e giorno dopo giorno, un po’ architetto e un po’ designer, attento al particolare, coinvolto a rendere il centro sportivo della Fiorentina il più bello d’Europa.

I colpi di mercato e le battaglie in Lega

Sul mercato Barone ha definito l’acquisto di Nico Gonzalez per 27 milioni (23,5+bonus), il più oneroso nella storia della società viola, e altri ugualmente costosi come quelli di Amrabat (20 milioni) e Dodo (14,5 milioni+3,5 bonus compresi), a riprova della sintonia e della sinergia totali tra il direttore generale e Commisso che gli aveva affidato anche il compito di rappresentarlo in Lega Calcio. Battaglie di contenuti e di posizioni sempre portate avanti da Joe Barone, che a proposito di Lega si è sempre battuto per aprire un ufficio di rappresentanza a New York, forte anche degli ottimi rapporti con il presidente della Fifa, Infantino, e dell’Uefa, Ceferin. Un dirigente sempre presente e punto di riferimento per la squadra di Italiano, entrato presto nel cuore dei tifosi viola che oggi ne piangono la scomparsa insieme alla famiglia. 


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