Champions League, il quinto posto adesso è un rebus

Le stelle sono tante, non sono solo due. Valgono milioni su milioni, per l’Inter dei 20 scudetti e per le quattro compagne di avventura che sventoleranno sulla bandiera della Champions League. Finora solo chi ha vinto il campionato, meritandosi appunto il fregio della seconda stella sulla maglia, è sicuro di partecipare al torneo per club più ricco e ampio di sempre. Il Milan, dopo aver rovinato la sua stagione in pochi giorni, può però consolarsi già sabato con la conferma nel privé dei grandi club: se batte la Juventus nello scontro diretto per il secondo posto, o comunque stacca la sesta in classifica di almeno 13 punti virtuali (considerando dunque il possibile +3 che potrebbe ottenere l’Atalanta vincendo il recupero con la Fiorentina), respirerà aria salubre. In ogni caso, come ha ricordato Pioli prima del derby europeo contro la Roma, «noi giocheremo in Champions League il prossimo anno». E così sarà, anche se con un altro allenatore. 

Champions League, l’incrocio 

Anche la Juventus però nel weekend potrebbe essere molto più vicina all’obiettivo, già raggiunto sul campo lo scorso anno e poi sacrificato per sistemare la questione disciplinare. In questo senso l’avvantaggia non poco il risultato di lunedì sera, con il Bologna spumeggiante che batte per la seconda volta la Roma e la tiene a debita distanza in classifica. Se anche De Rossi vincesse a Udine, la partita che riparte domani da 1-1 al minuto 71’30”, salirebbe a -6 da Allegri. Con cinque giornate ancora da vivere sembra un distacco rassicurante nonostante lo scontro diretto da giocare all’Olimpico in una data molto cara ai tifosi juventini, il 5 maggio. L’Atalanta invece nella migliore delle ipotesi può arrivare a 57 con i punti della partita con la Fiorentina. 

Lo scatto 

Milan e Juve sono insomma arrivati agli ultimi metri della corsa. Se non inciampano, se non deragliano, festeggeranno molto presto l’accesso alla Champions. Ma lo stesso Bologna, che ha 2 punti in meno della Juve, ha probabilmente effettuato lo scatto decisivo all’Olimpico: il calendario non è semplicissimo, perché gli impone tre trasferte (Torino, Napoli e Genoa) e la sfida proprio contro la Juventus al Dall’Ara. Ma nel peggiore dei casi oggi il vantaggio sulla sesta è di 5 punti…e mezzo: avendo spazzato via Roma e Atalanta, sia all’andata sia al ritorno, in caso di volata a tre si riposerebbe sul comodo letto della classifica avulsa. 

L’ultimo posto 

La sensazione dunque è che l’unico sprint incerto riguardi il quinto slot. Con lo snodo fondamentale della terz’ultima giornata, Atalanta-Roma, che può diventare una specie di preliminare di Champions. La Roma ha un percorso terribile, almeno nelle prossime tre partite, e si giocherà probabilmente a Bergamo le sue speranze di entrare nel gruppo dei privilegi, almeno attraverso il campionato. Anche l’Atalanta peraltro ha il piano B (o A) dell’Europa League per puntare la medesima destinazione. E dietro? Non è tagliata fuori la Lazio, che ha una tabella teoricamente comoda: se arraffa 15 punti su 15 Tudor ha discrete possibilità. Ma deve superare la Roma e l’Atalanta, entrambe, perché con tutt’e due ha gli scontri diretti sfavorevoli. Quasi impossibile infine è la rimonta per Napoli e Fiorentina, che sono lontane e hanno tre squadre davanti. 

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