Cercasi Sanchez disperatamente: due anni di infortuni e presenze con il contagocce

Il cileno è sulla via del rientro dopo due mesi di calvario. Finora si è visto a sprazzi e non è (quasi) mai stato decisivo. E c’è da giustificare l’ingaggio da 7 milioni…

Sanchez e l’Inter, storia di un rapporto sempre tormentato. Per il Nino, decisamente poco “Maravilla” nelle sue stagioni milanesi, sta per scattare l’ennesima occasione di rilancio dopo due annate tormentate vissute ai margini. Per Inzaghi può rivelarsi una preziosa alternativa, a patto però che dimostri di essersi lasciato alle spalle i numerosi acciacchi che l’hanno perseguitato fino a oggi. Il recupero psicofisico sarà fondamentale per invertire la tendenza negativa in nerazzurro, tanto in termini di presenze quanto di gol. L’obiettivo è tornare protagonista per dare un senso ai 7 milioni netti di stipendio che percepirà fino al prossimo anno. Anche se l’Inter (come per Vidal) grazie al decreto crescita potrà usufruire delle relative facilitazioni fiscali.

NUMERI IMPIETOSI

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Quella descritta dalle statistiche collezionate da agosto 2019, data del suo sbarco a Milano, è una realtà dura e poco incoraggiante in prospettiva: languono infatti i gol (appena quattro il primo anno, sette il secondo, calcolando tutte le competizioni) e abbondano gli infortuni (ben sei, di cui quattro di natura muscolare). Delle 32 presenze accumulate il primo anno, per un totale di 1.390′ in campo, solo 15 sono state quelle da titolare tra campionato, coppa Italia, Champions ed Europa League. Leggermente meglio la scorsa stagione, quando è sceso in campo 38 volte per 1.557′ complessivi, ma solo 16 volte è stato schierato dall’inizio. Il dato più preoccupante è quello relativo ai giorni trascorsi in infermeria: 84 il primo anno e 88 il successivo, per un totale di 14 partite saltate nella stagione ’19-20 e 11 nella ’20-21.

POCO INCISIVO

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Nel bilancio biennale del Nino emerge soprattutto un dato scoraggiante, che rivela la scarsa capacità d’incidere. La maggior parte delle reti realizzate in maglia nerazzurra è infatti arrivata in occasione di goleade o comunque a risultato già acquisito. Solo in tre circostanze il cileno si è rivelato decisivo per cambiare le sorti del risultato: è accaduto sempre in campionato, nel 4-2 rifilato al Torino il 22 novembre 2020, quando diede avvio alla rimonta dopo un doppio svantaggio, nel 3-0 sul Sassuolo della settimana successiva, quando sbloccò il risultato dopo 4′, e infine nel 2-1 in casa del Parma il 4 marzo di quest’anno, quando realizzò una doppietta lampo tra il 54′ e il 62′ e visse il momento migliore in nerazzurro, complice una forma fisica finalmente buona. A conti fatti, il contributo esclusivo del cileno in due anni all’Inter si è limitato a tre punti, sebbene le sue reti abbiano contribuito a un bottino totale di 27 unità. C’è però un aspetto interessante legato alla scaramanzia: nelle nove partite totali in cui Sanchez è andato a segno, l’Inter ha sempre vinto. Quest’anno Inzaghi si attende molto di più, ma il ruolo di “talismano” è comunque un punto di partenza per guardare con ottimismo alla stagione appena iniziata.

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