Ceferin bell’amico

Mi chiamò Carlo Tavecchio. Emozionato. «Ce l’ho fatta! Ceferin è presidente dell’Uefa! E lo deve a me. A noi. Se e quando avremo bisogno ci parerà il culo». Carlo era così. Pieno di metafore. E, nonostante Ceferin, gli ho voluto bene. Era il 14 settembre 2016 e allora lo sloveno non era nella mia agenda. C’era invece alla riconferma, nel 2019, e Carlo era sceso dall’albero federale assieme a Opti Pobà lasciandomi privo di notizie rispetto ai vantaggi che l’avvocato di Lubiana avrebbe dovuto fornirci. Ricordai quell’attacco durissimo che gli aveva portato – alla vigilia della nomina del 2016 – il quotidiano sloveno Prava: è stato riportato a galla la primavera scorsa ma inutilmente. Ceferin è stato rieletto trionfalmente fino al 2027.  Credo che mi metterò a cercare a chi – fra i grandi elettori – ha parato il culo. Chez nous, accolto come uno spirito eletto dispensatore di giustizia, ha cominciato affrontando con rabbia la Juventus della Superlega. Poi si è rivelato come il peggior nemico fino all’altra sera, con la scandalosa esibizione di studiata impotenza ai danni dell’Italia. 

Il pasticcio di Francia-Italia

Mi chiamano e mi scrivono per dirmi “visto cosa succede senza la Var che odi?”. Lascio la sentenza agli esperti del giornale, ma per me la Var non c’entra. C’entra eccome la tecnologia di porta (goal-line technology) che il 5 luglio 2012 l’IFAB ha approvato – usando i termini GoalRef e l’Hawk-Eye – seguita anche dalla FIFA. In Serie A fu introdotta dalla stagione 2015-16 durante il Trofeo TIM estivo, ospitato al Mapei Stadium di Reggio Emilia, e utilizzata negli Europei di calcio 2016 in Francia. Per quel che può contare, con mia soddisfazione. La invocavo dai tempi del Processo di Biscardi. L’altra sera no, se l’erano scordata, tant’è che ieri, dopo lo scandalo, hanno riflettuto se dai quarti ripristinarla – vecchia cara goal line – per garantire un finale decoroso al torneo. Non alla carriera di Roberto Rosetti che dirige la Commissione Arbitrale UEFA. E per l’occasione non c’era. E se c’era dormiva. Era forse questo uno dei vantaggi che avremmo acquisito sostenendo Ceferin? Un commissario italiano Umma Umma? Mi fermo qui. Accolgo solo l’invito di un lettore che propone di trasferire a Rosetti i quattro turni di squalifica inflitti a Mourinho. Seppoffà. Tuttavia preferirei mandarlo in pensione. 

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