CDK non brilla? La garanzia di Pioli è Giroud: ora parte il suo tour de force

Con Ibra, Origi e Rebic ai box e il belga ancora poco convincente, il francese è l’unica punta disponibile del tecnico rossonero. E a 36 anni è pronto a giocare sette partite a gennaio

Il concetto chiave è tour de force. Olivier Giroud è rientrato a Milanello con gli occhi della tigre, pronto a giocare sette partite a gennaio a 36 anni. Il francese ha giocato un gran Mondiale, ha segnato quattro gol, è diventato il miglior marcatore della Francia davanti a Titì Henry, ma non intende tirare i remi in barca.

2022 D’ORO

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Olly è uno di quei giocatori che si esaltano in mare aperto, a vele spiegate, e se c’è un pizzico di burrasca va anche meglio. Con Ibra out fino a febbraio, Origi ai box, Rebic infortunato e De Ketelaere tutt’altro che convincente, Giroud si appresta a giocarle tutte, a partire dal 4 gennaio contro la Salernitana. La Serie A riaprirà i battenti dopo quasi due mesi. Il francese vuole ricominciare da dove ha concluso: segnando. Fin qui, nazionale compresa, ha siglato 14 gol in 27 partite (più sei assist). Ha la media di un guizzo ogni 127 minuti. Le ultime quattro reti le ha segnate tutte al Mondiale. Ora nel mirino ci sono i granata. Giroud spera che il 2023 gli riservi le stesse sorti dell’anno appena concluso, uno dei migliori della sua vita. La punta ha vinto lo scudetto, ha giocato la seconda finale mondiale della sua carriera e ha giocato più di 3500 minuti tra Milan e nazionale, scanditi da 26 gol in tutte le competizioni. Numeri d’alto livello.

ALTERNATIVE

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Gestione? Non c’è tempo. Giroud ha 36 anni, ma Pioli non può permettersi di farlo riposare. Come già evidenziato, al momento il francese è l’unica punta di ruolo disponibile e al 100%, senza acciacchi o infortuni. Ci sarebbe anche Marko Lazetic, attaccante diciottenne arrivato l’anno scorso dalla Stella Rossa, ma vanta solo 8’ in Serie A contro la Cremonese. Nel mezzo ha segnato cinque gol con la Primavera, tre in campionato e due in Youth League. Il Milan ci punta, Pioli l’ha studiato in estate e in ritiro a Dubai, ma il serbo può essere al massimo un’alternativa a gara in corso.

E CDK?

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Il belga non ha ancora brillato. Fin qui ha giocato da falso nove in un paio di occasioni, ma senza incidere. Lui che l’anno scorso, a Bruges, ha segnato 18 reti e servito 10 assist proprio giocando davanti. Al momento Pioli è orientato a schierarlo ancora sulla trequarti, il suo ruolo naturale. Nel frattempo, lì davanti, c’è sempre Olly. La solita garanzia.

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