Caso Juan Jesus, la difesa di Acerbi: “Ho detto ti faccio nero”

«Nero» e non «negro». E, soprattutto, usando quel termine non in senso dispregiativo. «Ti faccio nero», la frase che Acerbi riferisce di aver pronunciato nei confronti di Juan Jesus. È questa l’unica ammissione fatta dal difensore durante l’audizione con la Procura Federale, avvenuta in videocall ieri mattina alla Pinetina e durata poco meno di un’ora. Il calciatore aveva al suo fianco Marotta e Capellini, legale del club nerazzurro, mentre il procuratore Chiné era a Roma. Nel dare la sua versione, l’ex Lazio non ha fatto altro che ribadire quanto già detto a Spalletti, lunedì scorso, e più volte ai suoi dirigenti, ovvero di non aver avuto alcun intento razzista o discriminatorio nei confronti di Juan Jesus. Insomma, ha respinto ogni accusa. Senza, peraltro, prendere in considerazione nemmeno una forma di pentimento, non vedendone la ragione alla luce di quelle che, appunto, erano le sue intenzioni e di quello che ritiene tutt’al più un malinteso. L’unica incertezza, se possibile, l’avrebbe manifestata nel momento in cui gli è stato chiesto il motivo delle scuse rivolte allo stesso difensore brasiliano. Beh, pare che se la sia cavata spiegando che, con la partita ancora in corso, voleva chiudere l’episodio senza ulteriori strascichi.

Caso Acerbi, tutti gli scenari

Ora la palla passa al Giudice Sportivo Mastrandrea, che nelle prossime ore, comunque entro il weekend, riceverà il faldone (chiuso ieri sera) con il materiale raccolto e le valutazioni di Chiné – ci sono anche le immagini, che non evidenziano però ciò che Acerbi avrebbe effettivamente detto al brasiliano, e ovviamente gli audio tra arbitro e Var -, e che, tra lunedì e martedì emetterà la sua sentenza. Se dovesse essere riconosciuto colpevole della violazione dell’articolo 28 (“comportamenti discriminatori”), Acerbi andrà incontro ad una squalifica che parte da un minimo di 10 giornate. Tuttavia, insieme all’assoluzione ci sarebbe anche un terzo possibile scenario, vale a dire la violazione dell’articolo 39. In tal caso, il difensore nerazzurro verrebbe sanzionato per «condotta gravemente antisportiva», con pena minima di 2 giornate, «salva l’applicazione di circostanze attenuanti o aggravanti».

Caso Acerbi, la reazione dell’Inter

Si tratterebbe di una via di mezzo, che, probabilmente, accontenterebbe Acerbi e il suo entourage. Anche perché alla luce del fatto che, se invece andasse incontro alla condanna più grave, allora ci potrebbero essere conseguenze anche per il suo futuro. Del resto, l’Inter non si è più esposta pubblicamente dopo il comunicato di lunedì scorso, ma non sarebbe tollerata una “macchia” del genere, considerando le molte iniziative a favore dell’integrazione e dell’inclusione, nonché le battaglie contro la discriminazione, intraprese dal club sin dalla presidenza di Massimo Moratti. Ad ogni modo, tornando alla giornata di ieri, terminata l’audizione con la Procura, Acerbi ha preso regolarmente parte all’allenamento, in tranquillità, secondo quanto fatto sapere dall’Inter. Di sicuro, nonostante con tutti abbia sempre manifestato la sua innocenza e pure la convinzione che, alla fine, verrà riconosciuta, è difficile credere che sia completamente sereno. Con le dichiarazioni rese ieri è stato superato un primo importante passaggio. Ma ora comincia l’attesa per il verdetto…


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