Caso Ilic: il pupillo di Juric sbocciato a Verona ha deluso il Torino e ora…

TORINO – Per Ivan Ilic la partita di domenica non sarà la prima al Bentegodi da avversario della squadra che lo ha portato in Italia: era già stato protagonista del Verona-Torino della scorsa stagione. Chissà se tornare a calcare quel prato in cui è stato protagonista per due anni e mezzo gli susciterà qualche emozione particolare, chissà, soprattutto, se tornare a respirare l’aria della città veneta gli farà bene, se lo aiuterà a riavvicinarsi a quel giocatore di belle speranze che si era potuto ammirare in gialloblù.

Ilic, flop granata

Perché da quando è arrivato al Torino, nel gennaio del 2023, il suo percorso di crescita si è interrotto, non è proseguito come un po’ tutti si aspettavano. Ci sono state buone prestazioni, certo, ma il centrocampista serbo non è stato uno dei leader tecnici della squadra, non l’ha trascinata con le proprie qualità tanto che persino Ivan Juric, che lo aveva fortemente voluto in granata (e che continua a credere in lui), lo ha escluso dalla formazione titolare in più di un’occasione in questo campionato. Le ultime tre partite della stagione, a prescindere da come andranno per il Torino e da come giocherà Ilic, non ribalteranno il giudizio sulla stagione del numero 8, che ha dato l’impressione di essere un po’ come quegli studenti bravi ma che non si applicano.

Il regalo a Juric

Eppure, nonostante in campo non abbia sempre convinto, Ilic in questo anno e mezzo ha avuto, suo malgrado, un ruolo chiave nella storia recentissima del Torino: l’investimento da quasi 15 milioni (14,7 per la precisione) fatto da Urbano Cairo per prenderlo dal Verona e sbaragliare la concorrenza del Marsiglia (all’epoca allenato da Tudor, altro tecnico che aveva avuto Ilic al Verona) fu una sorta di regalo a Juric, un dono per convincerlo a rinnovare il contratto. Il presidente granata un anno e mezzo fa, infatti, sperava che proprio l’acquisto di Ilic bastasse a ottenere l’autografo dell’allenatore croato sul nuovo accordo. Inizialmente aveva ricevuto un’apertura dallo stesso tecnico ma come è poi andata a finire è noto a tutti: Juric ha chiesto tempo, ha rimandato ogni discussione alla fine di questa stagione legando il suo futuro ai risultati ottenuti dalla squadra e facendo così spazientire Cairo.

Ilic, futuro incerto

È per questo che a prescindere dalla posizione in cui il Torino terminerà il campionato le strade del club e del tecnico sono destinate a separarsi. Cairo non aspetterà più Juric, forse attenderà però Ilic. Del futuro del centrocampista serbo bisognerà parlerà con il nuovo allenatore, oltre che con il diritto interessato, certo è che il patron granata non può essere soddisfatto dell’investimento fatto e delle prestazioni del centrocampista che, tra l’altro, renderebbero molto complicata la realizzazione di una plusvalenza importante in caso di cessione. Quella di Ilic non è una bocciatura assoluta perché il centrocampista ha dimostrato, anche se non con continuità da quando è al Torino, di avere buone qualità tecniche e importanti margini di miglioramento: il tempo è dalla sua parte (ha 23 anni compiuti a marzo) e per il futuro allenatore granata potrebbe essere una sfida interessante quella di provare a rilanciarlo, farlo finalmente esplodere, fargli insomma riprendere quel percorso di crescita che aveva imboccato quando era al Verona e che al Torino non è riuscito a proseguire.

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