Carica Mihajlovic: “Bologna, sei sulla strada giusta, ma questo Venezia è tosto”

Il tecnico rossoblù alla vigilia della sfida con i veneti: “Non voglio rivedere la prestazione di Empoli. I nazionali che vanno e vengono non devono essere un alibi, ma un vanto. Saputo in tribuna? Vogliamo regalargli una vittoria”

Dal nostro inviato a Casteldebole (Bo) Matteo Dalla Vite

20 novembre – Milano

A un giorno dalla gara contro il Venezia (domani, ore 15), Sinisa Mihajlovic (smaltita la febbre a 39) si sofferma anche sull’inseguitissimo salto di qualità. “Intanto voglio ringraziare i ragazzi per la serietà e la professionalità con le quali hanno svolto i due allenamenti in cui io non c’ero – sorride il tecnico del Bologna -: da una parte sono contento e dall’altra comincio a preoccuparmi perché sanno anche fare senza di me… Scherzi a parte: abbiamo trovato la strada giusta ma ancora il nostro obiettivo va preso, il cammino è ancora lungo, bisogna confermarsi e migliorarsi. Certamente dipende da noi. L’atmosfera è bellissima, i ragazzi hanno entusiasmo, pensiamo gara per gara e vediamo dove possiamo arrivare. Il Venezia? Le partite dopo la sosta sono sempre difficili anche per i nazionali che vanno e vengono: ma questo non deve essere un alibi, perché se vanno via 12 giocatori è solo un vanto, un orgoglio. La squadra di Zanetti è una neopromossa che ha fatto 12 punti e che ha battuto Roma e Fiorentina. Zanetti stesso è molto bravo, la squadra ha identità di gioco, la testa libera e so che ci metterà in difficoltà. L’importante è che non si ripeta la nostra prestazione di Empoli, ma oggi siamo una squadra anche diversa. Il nostro livello tecnico è superiore ma se non mettiamo in campo altre qualità, non si va avanti. Poi è vero che in casa abbiamo fatto 13 punti su 15, e tanto merito va al nostro pubblico, ma anche noi dobbiamo metterci del nostro”.

Al Dall’Ara da bolognese

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Sinisa e la bolognesità: domani entrerà per la prima volta al Dall’Ara da cittadino bolognese. “Come stanno i nazionali? Ha avuto qualche problema Theate ma è risolvibile, abbiamo recuperato Bonifazi e Viola. Rapportarsi con ragazzi di nazionalità diversa è difficilissimo: Barrow la prima volta non mi guardava negli occhi e mi spiegò che non era rispettoso guardare una persona più grande mentre gli parlava; Skov Olsen spiegò che non salutava perché in Danimarca non sempre è usanza. L’allenatore ha mille lauree ma gliene manca sempre una. I primi giorni da cittadino bolognese? Ero già raffreddato lì… Ripeto di essere orgoglioso, non so quante persone ci sono con doppia cittadinanza e sia la prima che la seconda sono state dettate da qualità umane e non per meriti sportivi. E le qualità umane vengono prima di tutto”.

Scaramanzia Medel

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La mancanza di De Silvestri apre a un ballottaggio. “Chi gioca a destra al posto di Lollo? Skov Olsen doveva già giocare lì in passato ma un infortunio di Schouten glielo impedì; o lui o Mbaye. A Skov ho detto che se si convince che fare anche il difensore lo renderà più completo, beh, migliorerà tanto. Anch’io quando ero giocatore e mi cambiarono ruolo all’inizio lo facevo male, ma se lo capisce lo completerà, deve convincersi. Medel? Il suo problema l’anno scorso è che si infortunava spesso. Lui è come un bambino piccolo che vuole giocare sempre, se gli togli il giocattolo lo rivuole subito. L’anno scorso diceva che poteva farcela, mi sono fidato, ho sbagliato. Visto che se ne parla in positivo magari non lo faccio giocare perché quando si dice che non prendiamo gol poi lo subiamo: ho letto l’articolo su Gary e quindi ci penso se farlo giocare o no…” aggiunge sorridendo. La scaramanzia non è mai troppa… Intanto, Nicolas Viola va verso la prima convocazione. “E’ un giocatore con caratteristiche diverse da tutti gli altri che abbiamo in mezzo al campo: è più un regista, fa girare la squadra, uno che ci tornerà utile. E’ ancora lontano dalla forma, è arrivato qui infortunato, domani viene in panchina ma non può fare più di 10-15’ se servirà. C’è Saputo? Lui lo sa che dopo quella gara di Empoli i primi ad essere dispiaciuti e incavolati eravamo noi, e io coi giocatori. Domani speriamo di pareggiare i conti con una vittoria: è un obbligo morale”. Oggi a Casteldebole ci sarà Chantal, la tifosa del Bologna non vedente che ora abita a San Donato milanese e che Sinisa ha voluto invitare. “Viene qui oggi e domani sarà al Dall’Ara: speriamo di farla felice, è il minimo…”.

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