Caressa e l’incredibile profezia del 2014 sull’Italia: aveva previsto tutto

ROMA – Era il 2014, e l’Italia di Cesare Prandelli era stata appena eliminata dal Mondiale brasiliano dopo la sconfitta contro l’Uruguay. Fabio Caressa, telecronista di Sky, offriva una considerazione a tutto tondo sulla crisi del calcio italiano. Sentirla a dieci anni di distanza, resta attualissima. Il giornalista romano fotografa alla perfezione il momento, leggendo il futuro con una lucidità assoluta. “E’ importante avere delle idee nuove che siano fuori da una politica antica e vecchia – affermava Fabio Caressa – ma è possibile che il calcio debba vivere in un mondo che non esiste? Noi eravamo dei grandissimi produttori di calciatori. Andiamoli a cercare a Pozzuoli, nel Sud Italia, in Veneto”.

La denuncia del giornalista di Sky Sport

“Perché i giocatori italiani vengono sottovalutati rispetto ai calciatori stranieri, qual è il motivo? – si chiedeva ancora Caressa in collegamento con lo studio di Milano – non abbiamo più giocatori di qualità in Italia? Improvvisamente ci siamo dimenticati come si gioca a pallone? No. Nelle scuole calcio insegnano come insegnavano a Billy Costacurta come si marca l’uomo? No. Oggi nelle scuole calcio fanno: sei grosso, giochi con quelli bravi, sei piccolo giochi con quelli non bravi: chiunque abbia dei figli nelle scuole calcio, lo vede. E fanno queste scelte per vincere i piccoli campionati e fare carriera come allenatori. E’ il sistema che non funziona. O lo cambiamo adesso, oppure prepariamoci a vivere i prossimi dieci anni così come abbiamo vissuto gli ultimi otto. Sembra una profezia, è un’analisi lucidissima di chi ama e conosce il calcio.


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