Cardinale torna a Milano: la sua agenda tra Champions, stadio e scaramanzia

Il numero uno di RedBird è atteso nelle prossime ore in città: con lui il Milan al Meazza ha sempre vinto, ma sarà l’occasione anche per accelerare ulteriormente sull’impianto del futuro. La Maura resta l’ipotesi più gradita

Chi si lamentava di avere una proprietà lontana – nel senso di lontana fisicamente, con vita professionale prettamente americana e scarsa deriva milanese –, ultimamente può ritenersi soddisfatto. Gerry Cardinale sta per imboccare nuovamente la via per Milano, perché la settimana appena iniziata è cruciale.

Ricavi

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Settimana dal duplice aspetto. Sportivo e burocratico. E, si sa, il numero uno di RedBird si palesa soltanto quando l’asticella si alza. È questo il caso, certo. Il suo Milan che sta per esibirsi tra le prime otto belle d’Europa vale la pena goderselo dal vivo e, possibilmente, tener fede ai precedenti. Siamo nell’ambito delle cose dette col sorriso ovviamente, ma fin qui la sua presenza a San Siro ha coinciso con altrettanti festeggiamenti. Tre su tre, filotto in tre mosse. La prima il 3 settembre dell’anno scorso: Milan-Inter 3-2. La seconda l’8 ottobre: Milan-Juve 2-0. La terza il 14 febbraio: Milan-Tottenham 1-0. Stavolta sarà il punto europeo più alto del Diavolo da undici anni a questa parte, e dietro questo doppio round col Napoli si muove un intero mondo. O meglio, è Cardinale che lo muove in modo da continuare ad aumentare gradualmente i ricavi del club. Un Milan entrato nel G8 d’Europa è un pregiato biglietto da visita da distribuire sul mercato e Cardinale – tra mondo della finanza e dell’intrattenimento – ha contatti di primissimo piano negli Stati Uniti. Basta pensare al recente accordo con la Nfl per la creazione di una nuova piattaforma multimediale, o al ruolo di primo piano in “Air-La storia del grande salto” (film sullo storico accordo tra Nike e Michael Jordan uscito da poco nelle sale italiane), dove Cardinale è coinvolto in prima persona in qualità di co-produttore con Artists Equity, società fondata con Ben Affleck e Matt Damon.

Riservatezza

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Ma il ritorno di Cardinale a Milano servirà anche per proseguire il lavoro condotto in prima persona sul nuovo stadio. Gerry ha fretta, maledettamente fretta, perché ormai ha già capito che – a prescindere dall’area su cui cadrà la scelta definitiva – le tempistiche in Italia sono lunghe. Il numero uno di RedBird è atteso in città domani, al più tardi mercoledì mattina, e sebbene la sua agenda sia come sempre contraddistinta dalla riservatezza, ci saranno altri incontri in termini privati e, probabilmente istituzionali. Il tutto mentre Palazzo Marino, quando si parla di un nuovo stadio che esuli dal progetto originario nell’area di San Siro, ribolle come una colata di lava. Anche all’interno della stessa maggioranza, mettendo in evidente difficoltà il sindaco Sala. Dal governatore lombardo Fontana invece sono arrivate parole dolci all’indirizzo di Cardinale, sia in termini personali sia in termini di apertura a progetti alternativi a San Siro. In cima alla lista della proprietà rossonero comunque continua a rimanere La Maura, considerata l’ipotesi più adatta per spazi, collocazione e opportunità di rimanere all’interno del territorio cittadino. Dopo di che, nell’ultimo periodo sono salite anche le quotazioni dell’area individuata a San Donato. Ora arriva un nuovo round e l’auspicio di Cardinale è evidente: rientrare negli Usa dopo essersi confermato talismano del suo Milan e magari aver fatto un passo avanti per il futuro del nuovo stadio rossonero.

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