Caos Covid, ogni sport fa di testa sua: per Djokovic, idolo No Vax, fatta legge ad personam ma stop alla frontiera

Caos Covid. Lo sport ne è travolto. E ognuno fa come gli pare. Il calcio naviga a vista con oltre 90 positivi, boom di contagi al Verona, Udinese,Torino.

Ma la Lega tira dritto, no a  qualsiasi rinvio e il campionato vacilla. Il tennis milionario marcia a seconda degli interessi e ci ha regalato un via libera da No Vax per Re Djokovic (non vaccinato) pur di averlo a Melbourne.

E l’Australia, rigorosa con tutti, per il campione serbo si è inventata una bizzarra esenzione. Salvo poi bloccarlo alla frontiera e espellerlo. Il caso sta irritando mezzo mondo: tutto rinviato fino all’udienza di lunedì 10 gennaio.

Più serio e coerente il tanto vituperato ciclismo che ha già cancellato 32 giorni di corse, Argentina in testa.

Solo in Nuova Zelanda resiste la “Cycle Classic”, corsa a tappe circoscritta alla capitale Wellington, gara peraltro con un modesto albo d’oro. Calendario comunque ribaltato. Se ne parlerà a febbraio.

Il tamponificio seriale sta ossessionando lo sci che teme manovre sospette alla vigilia delle Olimpiadi invernali ( Pechino, 4-20 febbraio)”. Intanto paga un prezzo alto. Ad esempio Michaela Shiffrin, la stella più luminosa dello sci alpino femminile, è stata costretta a saltare le prove tecniche di Lienz.

Altre sono state fermate pur non accusando sintomi debilitanti. Polemiche a go go. Analogo rigore alla Dakar. Danilo Petrucci ha dovuto fare due tamponi per partecipare al rally nel deserto. Il primo tampone era risultato positivo. Poi col secondo si è accertata la “falsa positività “ del primo.

Ma ciò che fa discutere è il caso (emblematico) del numero uno del  tennis mondiale Djokovic . I comuni mortali hanno bisogno di una certificazione vaccinale per entrare in Australia. Non il Re Serbo che ha sempre rifiutato di rivelare se si sia vaccinato o no.

E  così è diventato l’idolo dei No Vax per le sue prese di posizioni contro il vaccino fin dall’inizio della pandemia. La sua partecipazione agli Australian Open (dal 17 gennaio)è stata interpretata come una vittoria da parte dei negazionisti. Ciò è un messaggio potenzialmente devastante in un momento in cui tutto il mondo sta facendo i conti con l’avanzata della variante Omicron. Per evitare un nuovo collasso dei sistemi sanitari.

Due rapide domande agli organizzatori e al governo dello Stato di Victoria.
1) Chiariscano con una conferenza stampa che per Djokovic non è stata data alcuna legge ad personam. Perché non spiegate i dettagli di questa bizzarra esenzione?
2) La trasparenza vale più della privacy con cui si è voluto proteggere una non meglio specificata “esenzione medica”. O no?

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