Campagne abbonamenti, suite, box, hospitality: la grande attesa dei tifosi

Lega e Figc spingono per un ritorno al 100%, se vaccinati, ma il tempo stringe. L’effetto Wembley può fare leva sui giovani. Le anomalie legate a varie aree degli impianti

Quello del ritorno del pubblico allo stadio è un tema caldissimo. E l’euforia per la vittoria dell’Italia agli Europei in uno stadio gremito può diventare una leva fantastica per la campagna vaccinale. Sono i giovani che portano l’entusiasmo maggiore, ma anche i più refrattari al vaccino. Mandare il messaggio che, al netto degli sviluppi legati alla variante Delta, potranno tornare a vedere una partita (ma anche un concerto) in presenza soltanto se immunizzati sarebbe fondamentale.

Campagne abbonamenti

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Lo sanno bene Figc e Lega (che ieri ha tenuto un’apposita riunione), ma ormai lo sa anche il Governo. Che giustamente deve pensare soprattutto alla sicurezza e alla salute, ma che lunedì ha pur sempre autorizzato il bagno di folla romano per gli Azzurri eroi di Wembley. Oggi alle 18.30 – con due settimane di anticipo rispetto alle abitudini, proprio per avere un’arma in più quando ci siederà al tavolo con i politici – verrà stilato il calendario della Serie A. In Inghilterra, Spagna e Francia si sa già che non ci saranno più limitazioni: stadi pieni per i vaccinati. Da noi c’è ancora grande vaghezza. E il tempo stringe, perché ad agosto l’attività del Parlamento si ferma e per sperare di lanciare le campagne abbonamenti (necessario il 100% della capienza, il 50% non basterebbe) serve una normativa chiara entro fine luglio.

Media di 65.800

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Il calcio preme, ma non perché pensa soltanto al ricco (ma molto meno di prima) orticello, fregandosene della sicurezza dei tifosi. L’idea è che appunto si possa fare da propellente con la campagna vaccinale. Basti vedere l’effetto Francia, con due milioni di vaccini prenotati in poco più di un giorno dopo che Macron ha annunciato l’ammissione in diversi posti solo per chi è immunizzato. Da noi invece si può cenare al chiuso in un ristorante, ma non andare allo stadio, anche se vaccinato. Un problema che riguarda tutti i club, a partire dall’Inter che nella stagione 2019-20, quella poi fermata a inizio marzo dalla pandemia, viaggiava alla media surreale di 65.800 spettatori a partita. Con perdite ben superiori ai 100 milioni. Anche perché i ricavi da botteghino sono legati ad altre anomalie.

Suite, box, hospitality

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Nell’attuale vuoto legislativo, manca anche una regolamentazione delle zone Vip, quelle che occupano uno spazio relativo sul totale di un impianto, ma producono in alcuni casi fino al 40% (vedi Arsenal) del fatturato da stadio. Oltre che sul ritorno dei tifosi in tribuna, servono insomma regole certe per quanto riguarda suite, lounge box, corporate hospitality. I club potranno riprendere a fare catering e servizio accoglienza per i tifosi che pagano di più? Se sì, con le stesse regole di un ristorante? E poi, che senso ha insistere con le panchine allargate (per consentire il distanziamento a giocatori, peraltro vaccinati, che poi fanno la doccia insieme) che si mangiano i cosiddetti ‘ground box’, vale a dire i posti a bordo campo?

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