Camerun: folla in delirio per Eto’o candidato alla presidenza della federcalcio

Dopo i cori allo stadio durante la sfida alla Costa d’Avorio, ieri strade bloccate per osannare l’ex interista. I precedenti di Boniek in Polonia e Savicevic in Montenegro

Lo hanno accolto come un eroe. Perché a Yaoundé Samuel Eto’o Fils ancora oggi è un idolo assoluto. L’ex attaccante, uno dei grandi protagonisti del Triplete nerazzurro 2010, a settembre si è candidato alla presidenza della federcalcio del Camerun. In questi giorni la campagna elettorale sta entrando nel vivo e il popolo ha già fatto la sua scelta. Prima sono arrivati i cori dello stadio di Japoma, il nuovo impianto di Douala che ospiterà alcune partite della Coppa d’Africa 2022: l’urlo “Eto’o president! Eto’o president!” si è alzato dagli spalti non appena Samuel è stato inquadrato sul maxischermo prima del match con la Costa d’Avorio che ha qualificato i Leoni Indomabili per i playoff mondiali. Ieri poi, l’assedio dei tifosi alla sede della federcalcio locale quando il “Pichichi” della Liga nel 2005-06 con il Barcellona ha depositato i documenti per la candidatura.

guerra interna

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La federcalcio del Camerun è allo sbando ormai da anni per una guerra interna tra varie fazioni, a capo delle quali ci sono l’attuale presidente, Seidou Mbombo Njoya, e l’ex nazionale Emmanuel Maboang Kessack (in campo a Italia ‘90 e Usa ‘94), con tanto di ricorsi al Tas di Losanna e di commissariamento da parte della Fifa in un non lontano passato. Mbombo Njoya è appoggiato da Patrice Motsepe, presidente della Caf e molto vicino a Gianni Infantino, che infatti aveva offerto a Eto’o la vice presidenza, rifiutata dall’ex bomber.

Anche il clima attorno all’ex nerazzurro non è esattamente idilliaco: “Durante l’ultimo incontro che hanno tenuto a Douala – ha dichiarato Eto’o alla stampa – hanno detto che avrebbero ‘ghigliottinato’ coloro che hanno avuto il coraggio di appoggiarmi. Gridavano che avevano 56, 66, 70 voti. E allora di cosa hanno paura? Devono saperlo: se uno dei camerunesi che mi ha gentilmente dato il suo patrocinio verrà eliminato, verrò qui con tutta questa folla che mi segue e anche quella di altre regioni per sloggiarli. A un certo punto il nostro governo potrebbe dover intervenire. Se devo convincerlo a farlo, lo farò”. Nonostante tutto questo caos, il Camerun è riuscito a ottenere l’organizzazione della Coppa d’Africa 2019, poi passata all’Egitto per il grave ritardo nella costruzioni degli stadi e slittata al 2021 e quindi di nuovo al prossimo gennaio per la pandemia.

ex calciatori

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Eto’o non sarebbe il primo ex calciatore a intraprendere la carriera dirigenziale e venir eletto presidente della locale federcalcio. In Lituania c’è Tomas Danilevicius, ex capitano della nazionale, detentore del record assoluto di gol nella rappresentativa del suo Paese, e visto anche in Italia con Livorno, Bologna e Parma. I più famosi sono sicuramentee Zibi Boniek (Polonia) e Dejan Savicevic (Montenegro). Persino lo spagnolo Luis Manuel Rubiales, seppure a ben altri livelli, arriva dal campo, avendo disputato una stagione in Liga al Levante. Inizialmente avrebbe dovuto correre contro Iker Casillas ma l’ex portiere campione del mondo con la Spagna nel 2010 si è poi ritirato. A capo della federcalcio maltese per 9 anni c’è stato Norman Darmanin Demajo, 109 gare e 29 reti con il Valletta. Meno bene è andata due anni fa a Didier Drogba in Costa d’Avorio, la cui candidatura fu rigettata, in quanto non in possesso del numero necessario di nomination per entrare a far parte della contesa elettorale, in quanto due dei suoi voti arrivavano da chi aveva già appoggiato un altro candidato, il rivale Sory Diabate. C’è poi chi addirittura è diventato presidente non federale ma della repubblica: George Weah in Liberia.

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