Calvario De Ligt: quattro infortuni in otto mesi, dubbi Bayern

Quattro infortuni nel giro di otto mesi, solo 525 minuti spesi in campo saltandone più del doppio e una continuità che appare lontanissima da quella a cui aveva abituato l’anno scorso. La stagione di Matthijs de Ligt continua a non essere quella che il Bayern Monaco sperava. E che si aspettava, per certi versi.

La lesione alla capsula del ginocchio sinistro rimediata martedì a Faro, dove la squadra di Tuchel si trova in ritiro, rappresenta un’altra battuta d’arresto. Niente di grave, certo, uno stop di qualche giorno, mal che vada un paio di settimane, ma un altro piccolo segnale che quest’anno il classe 1999 non sembra riuscire a trovare la quadra.

De Ligt, una stagione di infortuni

Già l’inizio non era stato ottimale, a causa del problema al polpaccio rimediato a giugno, mentre preparava le finali di Nations League con la nazionale olandese. Non si è mai pienamente ripreso: ha giocato le prime gare condizionato dall’acciacco, che inevitabilmente aveva inficiato il lavoro di preparazione fisica estiva.

Alla prima da titolare in Bundesliga, il 22 settembre in casa col Bochum, l’ex Juve ha rimediato una brutta botta al ginocchio che lo ha costretto a uscire dal campo e restare fermo per altre tre settimane. E poi, di nuovo, dopo quattro partite, tutte da titolare, un altro ko, con la rottura del mediale in Dfb-Pokal contro il Saarbrücken.

“Sempre il ginocchio, lo stesso ginocchio, ed è molto doloroso”, aveva affermato Thomas Tuchel dopo l’ennesimo stop. Per rientrare il 24enne ha dovuto aspettare l’ultimo match dell’anno contro il Wolfsburg. Venerdì ha giocato per 90 minuti contro l’Hoffenheim il primo match del 2024. E ora rischia di saltare il secondo (domenica alle 15.30 contro il Werder).

I dubbi del Bayern

Con il duo formato da Upamecano e Kim che è sembrato poter offrire importanti garanzie nel corso della prima parte di stagione e l’importanza di avere una coppia affiatata, lo spazio per De Ligt si è chiuso. Di conseguenza, la considerazione sul suo valore potrebbe risentirne.

Per parlare di cessione è forse ancora presto, anche se in Germania iniziano a circolare le prime voci su questa possibilità, ma una cosa è certa: l’olandese non è più la sicurezza granitica che era nella scorsa annata. E le riflessioni possono aprirsi sotto ogni aspetto.

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