“Calcio libero”: percorsi di socializzazione negli istituti penali per i minorenni

Oggi a Roma la firma del protocollo d’intesa tra Ministero della Giustizia, Associazione Italiana Calciatori e Ministro per lo Sport e i Giovani

Lo sport per educare. Anche con l’aiuto dei campioni del passato. Per favorire la socializzazione dei giovani detenuti negli Istituti penali per minorenni l’Associazione italiana calciatori, nella persona del presidente Andrea Calcagno, ha sottoscritto un protocollo condiviso con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Il piano è quello di favorire potenziare lo svolgimento di attività fisico/sportive e di formazione destinate ai detenuti adulti e minori e agli operatori dell’amministrazione Penitenziaria e di quella Minorile e di comunità. Il progetto si inserisce così in quello denominato “Sport per tutti – carceri”, avviato nel maggio del 2023 dagli stessi Ministeri, in collaborazione con Sport e Salute Spa.

il piano

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Nelle strutture individuate dal ministero della Giustizia si svolgeranno incontri con campioni del passato che racconteranno la loro esperienza professionale. Tali incontri saranno seguiti da una preparazione di sei settimane di allenamenti, tenuti da staff tecnici selezionati dall’AIC per due ore settimanali, e da una partita di calcio conclusiva. Il protocollo d’intesa prevede un programma di azioni sportivo-educative che pone il calcio come opportunità di confronto per la socializzazione e il reinserimento. “Lo sport, come il lavoro, soprattutto per i più giovani, è una straordinaria occasione per trasformare il tempo della pena in autentico percorso di recupero, secondo i dettami della Costituzione – ha spiegato Nordio -. Grazie a questo protocollo, i nostri ragazzi saranno accompagnati da campioni del calcio, disposti a fare la loro parte nel fondamentale compito di restituire alla società dei liberi persone più consapevoli, che non torneranno più a delinquere”. Soddisfatto del progetto anche Abodi: “Calcio libero è un titolo emblematico di questo protocollo – ha affermato -. Si tratta di un progetto che ha inequivocabili caratteristiche costituzionali. Mi auguro siano storici gli effetti di questa giornata cioè l’Ingresso più organizzato e sistematico del calcio nelle sue componenti perché esprima la sua funzione non solo nella sua forma educativa, ma rieducativa dello sport in tutte le sue forme. Il concetto di riportare la normalità in una condizione nella quale si deve recuperare il diritto alla normalità, perché evidentemente non soltanto si è mancato a una norma, ma spesso si è offesa una persona nel senso più ampio del termine”.

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