Calafiori universale: Spalletti lo guarda e il Bologna non pensa a venderlo

BOLOGNA – Centrale di sinistra nella difesa a quattro, esterno sinistro di difesa, con l’autorizzazione da parte di Thiago Motta di andare a occupare e a giocare il pallone dovunque veda uno spazio libero, questo è Riccardo Calafiori nel Bologna. Poi è successo che il cittì dell’Under 21 Carmine Nunziata martedì a Ferrara contro la Turchia ha impiegato Calafiori come mezzala nel 4-3-2-1. Davanti al cittì azzurro Luciano Spalletti (presente in tribuna) che spesso ha preso appunti e a proposito del quale riproponiamo due suoi pensieri dettati alla fine di Ecuador-Italia. Il primo: «Di questo gruppo potrebbe far parte qualcuno che ha giocato nell’Under 21». Poi il secondo: «La duttilità è la nuova frontiera del calcio, un calciatore che sa fare più cose e sa giocare in più ruoli diventa avvantaggiato per quanto riguarda le convocazioni per l’Europeo». Ci perdonerà Spalletti, ma l’identikit del calciatore al quale si riferisce il cittì azzurro per quelle che sono le sue caratteristiche e potenzialità tecniche assomiglia tanto a Calafiori, ammesso sempre che non sia proprio lui, tenendo presenti anche le parole di grande stima che già gli aveva regalato nelle settimane passate.

Calafiori ha conquistato tutti

Sì, Spalletti come Thiago Motta, che dopo averlo avuto a disposizione per un paio di settimane si è reso conto di come Calafiori fosse un calciatore universale e non solo un esterno che sa difendere e attaccare sulla fascia di competenza. E non a caso lo ha impiegato da subito come centrale di difesa, potendo contare a sinistra su Kristiansen. Ora, è vero che nel Basilea Calafiori aveva giocato anche come difensore centrale (e proprio per la sua duttilità gli uomini dell’area tecnica rossoblù avevano deciso ugualmente di portarlo a Casteldebole nonostante che avessero già due centrali di sinistra come Lucumi e Bonifazi), ma in quei giorni soprattutto Thiago aveva visto tanto lontano, non avendo di conseguenza alcun timore anche a costruire una difesa con due centrali di piede sinistro. Come ha fatto Calafiori a conquistare Thiago in così poco tempo? Prima di tutto con la sua personalità, avendo evidenziato di non avere mai paura a giocare il pallone anche sotto pressione, con la sua capacità di leggere le situazioni di gioco, poi sapendo fare bene tutto anche sul piano tecnico, dall’anticipo all’appoggio e alla percussione. Se a ciò aggiungiamo la sua struttura fisica e la sua infinita volontà di applicarsi e di mettersi alle spalle i guai fisici con i quali ha dovuto convivere quando era alla Roma, sì, possiamo capire fino in fondo quale sia lo spessore di Calafiori e come sia già diventato anche un uomo mercato, alla luce delle tante grandi squadre che lo stanno seguendo.

Calafiori, il futuro è incerto

Detto che il Bologna se lo sta coccolando, ritenendolo uno dei suoi tanti tesori, ora come ora non pensa assolutamente a quello che potrebbe essere da giugno in poi. Anche perché tanto dipenderà dall’Europa che Thiago Motta e i suoi calciatori sapranno agguantare e al tempo stesso anche da quella che sarà la scelta dello stesso Thiago per il suo domani. Calafiori è stato pagato 4 milioni e il Basilea ha una percentuale sulla plusvalenza, ma credeteci, questo è l’ultimo dei pensieri che alberga nella testa sia di Giovanni Sartori che di Marco Di Vaio. Una nostra idea: in caso di permanenza di Thiago, la sua parola sul conto di Calafiori diventerebbe fondamentale, come in caso di addio non sarebbe da escludere il suo tentativo di portarselo dietro. Quanto lo valuta il Bologna? Non lo valuta, ricorda solo che la Juventus ha pagato Bremer 45 milioni e che il Tottenham ha versato all’Atalanta di Sartori 55 milioni più bonus per Romero.


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