Caccia grossa alle punte: Cutrone e Lammers tirano il gruppo degli scontenti

Attaccanti in primissima fila sul mercato: quello della Fiorentina piace al Benevento, quello dell’Atalanta alle genovesi. Gervinho per Conte, Cerri cercato anche in Turchia

Gli attaccanti, da sempre, in primissima fila. Soprattutto quando il mercato è di riparazione e ti mancano i gol. Non soltanto gli attaccanti che hanno problemi contrattuali (Dybala è in scadenza 2022, scavalcare gennaio senza novità sarebbe un mezzo guaio), ma anche quelli che chiedono semplicemente visibilità. Oppure che devono dimenticare i primi mesi (orribili) di una stagione che pensavano promettesse diversamente. E che non possono sciupare in modo definitivo con un ulteriore parcheggio in panchina.

CUTRONE E LAMMERS IN POLE

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Ci sono due specialisti ancora talmente giovani che non possono proprio aspettare. Patrick Cutrone è un classe ‘98, Lammers ha un anno in più ma il discorso è lo stesso, cambiare aria è una necessità e sono loro in cima a questa speciale classifica. Cutrone ha addirittura scelto un nuovo agente, valuterà tra quattro o cinque soluzioni in Italia, piace anche a Pippo Inzaghi per le ambizioni del Benevento, contando sul fatto che il Wolverhampton sarebbe disponibile a rinnovare il prestito. Lammers non ha legato con Gasperini, lo dice il minutaggio con l’Atalanta, quindi è giusto che vada a giocare. La Samp lo aveva seguito a lungo ai tempi del PSV e c’era andata vicino. Il Genoa si è già prenotato, sarebbe la soluzione migliore nel caso in cui il Sassuolo chiedesse di liberare Scamacca (oggi in prestito secco da Preziosi) in virtù di un’offerta da 20 milioni di Milan, Fiorentina o Roma. Quindi, saranno loro due – Cutrone a Lammers – a guidare un plotoncino sostanzioso di insoddisfatti.

DA GERVINHO A MILIK

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Stavolta sono abbastanza maturi i tempi per una partenza di Gervinho da Parma, la naturale conseguenza di un ciclo quasi ai titoli di coda. Ricordiamo due cose fondamentali: è stata una delle richieste di Antonio Conte fin dall’estate 2019, non una priorità ma comunque un gradimento indiscutibile; il mercato per lui tra Emirati e Arabia è sempre pronto a decollare. Pinamonti potrebbe essere una pedina di scambio interessante, a meno che Gervi non decida di pensare solo al conto in banca per un’offerta di quelle irrinunciabili. Milik resta un labirinto, della serie: ci sono cinque metri quadrati di spazio, vediamo se troviamo una soluzione che non sia il parametro zero (e la Juve potrebbe essere una destinazione) perché con uno stop fino a giugno il polacco rischierebbe davvero di mettere a repentaglio il suo futuro.

CERRI E LE ALTRE STRADE

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Ma sarà un gennaio per tutti, anche per chi si trova talmente stretto da chiedere un’immediata svolta. Alberto Cerri a Cagliari gioca pochissimo, lo hanno anche cercato dalla Turchia, esattamente il Karagumruk che ha già ingaggiato i vari Biglia, Borini, Bertolacci e Viviano, una bella succursale della Serie A che fu. Ma se partisse Cerri, sarebbe complicato far traslocare da Cagliari un certo Pavoletti, sulla carta potenziale punta di scorta anche delle big. Fernando Llorente è stufo di essere un ex attaccante abbonato alla panchina, aveva detto sì alla Samp prima che Ferrero e Ranieri cambiassero idea dopo due vittorie di fila, anche per lui sarebbe consigliabile andare a giocare piuttosto che essere la quarta punta di una grande squadra. La lista è infinita: El Shaarawy vuole la Roma da mesi e mesi, servono condizioni economiche giuste in relazione all’ingaggio; Eder e Pellè hanno intuito che l’oasi cinese è già svanita ma non sarà semplice; Galabinov deve rinnovare con lo Spezia altrimenti sarà libero di accasarsi altrove. Insomma, è la solita storia: centrali o esterni, gennaio sarà come sempre il mese degli attaccanti, un classico che mai passa di moda.

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