Buongiorno tratta col Napoli: Conte lo vuole, ora palla a Cairo

Come diventare capitano il primo luglio e cominciare a togliersi dal braccio la fascia già il giorno dopo. Il destino di Buongiorno pare scritto, ormai. Giusto l’altro ieri, subito dopo la mezzanotte del 30 giugno, si era svincolato Rodriguez, giunto a fine contratto: ma il suo erede designato da almeno un anno resterà soltanto virtuale, a meno di colpi di scena. Il Capitan Futuro del Torino sta per diventare un simbolo coniugato al passato, per i tifosi: possiamo immaginare il loro tormento. Avanti così e l’addio sarà inevitabile. D’altra parte il Napoli ha fretta e da ieri il ds dei partenopei, Manna, sta cercando di muovere passi determinanti per confezionare l’operazione con il difensore e con Vagnati. Toccherà poi al suo presidente De Laurentiis trattare con Cairo per cercare l’accordo finale, ma dopo il passaggio nodale di ieri l’affare si sta indirizzando nel solco pianificato dai vertici del Napoli da settimane. Conte è su di giri: a suo tempo aveva chiesto a De Laurentiis l’ingaggio di almeno due centrali di qualità e in particolare aveva indicato nel marcatore granata il rinforzo ideale, fondamentale per ricostruire la difesa. Il conto alla rovescia può cominciare, a questo punto. Anche perché Cairo si sta trovando spuntato, gli sta mancando una carta nella manica da giocare al dunque: soltanto il Napoli si è spinto a quota 35 milioni nelle offerte, dal mercato della Premier non sono emerse novità concrete e in Italia l’Inter (il vero sogno di Buongiorno) e il Milan non possiedono la liquidità che invece De Laurentiis sta per mettere sul tavolo, una volta per tutte, per dare l’ultima spallata.

L’offerta del Napoli

Ieri nel tardo pomeriggio, dopo nuovi contatti telefonici con Cairo, Buongiorno si è recato a Milano per incontrare il suo agente e con lui Manna. Sul tavolo l’offerta del club campano, già ampiamente discussa dal procuratore e dal ds napoletano prima e durante l’Europeo vissuto al buio, cioè ai margini, da Alessandro (neanche un minuto giocato: e anche questo ha inibito l’emersione di offerte sul panorama internazionale di club con in tasca la qualificazione a una Coppa europea). Il Napoli a Buongiorno propone un contratto di 5 anni, dunque sino al 2029 (Alessandro avrà 30 anni, a quel punto), con stipendi stagionali a salire dai 2,5 milioni netti ai 3 abbondanti. Il tutto, ovviamente, più bonus anche corposi. A Torino, colui che sarebbe dovuto diventare il nuovo capitano al posto di Rodriguez ha un contratto sino al 2028 da 800 mila euro netti. In pratica, a Napoli potrà guadagnare più di 3 volte tanto fin da subito: cifre imparagonabili. In più Alessandro aveva manifestato da tempo il desiderio di cimentarsi in una squadra di vertice, con ambizioni di tutt’altro tipo rispetto al Torino di Cairo, con la sua inconfondibile linea di galleggiamento. E il corteggiamento di Conte, cristallizzatosi in quell’incontro “casuale” in un ristorante di Torino prima che il difensore volasse in Germania, aveva già aperto una breccia grossa così. Conte è poi tornato a parlare con Alessandro al telefono, in questi giorni.

La richiesta di Cairo

Dopo l’incontro di ieri a Milano, Buongiorno tornerà a parlare con Cairo, oggi (possibile anche un incontro di persona, non solo una videochiamata). Contestualmente, i vertici del Napoli cercheranno di trovare un’intesa col Torino nel più breve tempo possibile, proprio per evitare il rischio in futuro di inopinati sorpassi a destra di qualche club straniero, finora in sonno. De Laurentiis mette sul piatto 35 milioni più bonus (3, presumibilmente). Cairo ne chiede 45, di milioni (almeno 40 più 5 di bonus, dicono le indiscrezioni). Al presidente farà comodo poter dire che lui Buongiorno l’avrebbe tenuto: però Alessandro… eccetera eccetera. Ora dovrà “soltanto” cercare di incassare il più possibile da De Laurentiis (che ha già anche provato a inserire nella trattativa il prestito dei difensori Ostigard o Natan per abbassare le cifre). Una cessione tanto remunerativa metterà in moto il mercato in entrata di Vagnati. Cairo incrocia una volta di più le dita: se alla fine Ilic si convincesse a dire sì allo Zenit (3 milioni netti di ingaggio più bonus e benefit di lusso), arriverebbero altri 25 milioni. Manna allo stato puro, insomma. Manna in senso biblico, un dono divino inaspettato: almeno in questo caso il ds del Napoli non c’entra.

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