Buona partenza, poi il crollo. Tra cambi ed equivoci tattici: Calha che succede?

Il turco ha raccolto applausi in estate e nelle prime uscite ufficiali, poi la prima sosta per le nazionali e il calo di rendimento. Da uomo in più a oggetto misterioso, la parabola dell’ex rossonero inizia a preoccupare

Che giocatore è Hakan Calhanoglu e cosa può dare a quest’Inter che sta plasmando Inzaghi? Sono due quesiti che in casa Inter ci si inizia a porre con insistenza, non senza una certa preoccupazione. Gli sbalzi di rendimento del turco sono così evidenti e frequenti da non poter passare inosservati e le scelte di Inzaghi in questo primo scorcio di stagione lo confermano, rivelando tutte le incertezze che incombono sull’ex rossonero. Il colpo ad effetto del mercato estivo nerazzurro, al centro di un cambio di “sponda” quanto mai controverso, ha finora alternato lampi di genio (pochi) e lunghe pause, evidenziando un costante calo di rendimento dopo la scoppiettante preparazione estiva e il sorprendente esordio in campionato segnato da un gol e un assist nei primi 14’ contro il Genoa.

Cambi a raffica

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Eppure oggi, un mese e mezzo dopo quell’exploit, il turco sembra quasi un corpo estraneo nei meccanismi di Inzaghi, tanto da collezionare sostituzioni in sequenza. Nei piani del tecnico riveste evidentemente un ruolo centrale, come dimostrano le sei presenze in campionato tutte da titolare (più due in Champions, di cui una dall’inizio), ma è significativo il fatto che non abbia ancora terminato una partita intera. Nelle ultime sei presenze intervallate dall’unico impegno osservato interamente dalla panchina (la goleada contro il Bologna per 6-1), il turco ha raccolto consensi solo con la Fiorentina, firmando l’assist per il gol del sorpasso di Dzeko. Poi solo cambi e uscite dal campo a testa bassa dopo circa un’ora di gioco, lasciando il posto ai vari Sensi, Vidal (due volte), Gagliardini e Vecino, segno che Inzaghi sta ancora cercando l’interprete migliore nel terzetto di centrocampo accanto agli inamovibili Brozovic e Barella.

CROLLO VERTICALE

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L’andamento delle prestazioni del turco è ciò che più stupisce: assoluto protagonista della preparazione estiva con la bellezza di sei assist e due gol (compreso l’exploit contro il Crotone, con tre assist e una rete), Calha è partito col botto contro Genoa e Verona, risultando tra i migliori in campo. Poi la prima sosta per le nazionali, da cui il turco è tornato quasi spento. Difatti sono seguite due prestazioni opache contro Samp e Real Madrid (con tanto di sostituzioni al 67’ e 65’) e il turno di riposo concesso contro il Bologna. Quindi qualche segnale incoraggiante al rientro contro la Fiorentina e ancora il buio contro Atalanta, Shakhtar (l’unica volta in cui è subentrato a partita in corso, senza riuscire a cambiare l’inerzia della serata) e contro Sassuolo, quando la sua uscita dal campo è coincisa con l’inizio della riscossa firmata Dzeko-Lautaro. Il bottino collezionato finora (un gol e due assist) resta al di sotto delle aspettative, ma le continue sostituzioni evidenziano anche evidenti problemi di rendimento e tenuta. C’è ancora da lavorare sulla capacità d’interpretare il ruolo affidatogli da Inzaghi e sul feeling con il resto dei compagni, nella speranza che le luci di inizio stagione non siano state solo un abbaglio.

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