Buffon show (si tuffa sul palco): “44 anni, età dell’oro. Mai la Champions? Chi se ne importa”

Gigi incanta al Festival dello Sport, con tanto di parata in tuffo sul palco: “Vivo in una dimensione mia, non c’è l’ambizione di vincere ma mi sento ancora forte… non voglio andare al centro commerciale”

dal nostro inviato Valerio Piccioni

22 settembre – Trento

È un Gigi Buffon a cuore aperto. Che ha voglia di raccontarsi come di continuare a parare e a vivere sul campo. Il punto di partenza si chiama Roger Federer, uno che ha allungato parecchio e che ora dice basta circondato dall’affetto di mezzo mondo. “Ci sono icone dello sport che nel momento in cui dicono basta fanno fermare per un istante le nostre vite. A certe persone bisognerebbe dare l’elisir di lunga vita, è un peccato vederli smettere”.

Felice

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Federer ha smesso, Buffon invece tira dritto: “Io ho continuato a giocare per tante ragioni, mi sento ancora forte e competitivo e chi si sente così non deve smettere, non voglio andare al centro commerciale. Ma c’è un’altra ragione: io sto vivendo la mia età dell’oro”. La platea del Festival di Trento è rapita dalle parole del portierone azzurro. Che significa età dell’oro? “Significa che posso far tutto. Se smetto sono felice, ma posso continuare per quanto voglio, mi sono appropriato di una dimensione mia, non c’è l’ambizione di vincere, sono un uomo felice vedendo il tifoso che mi vuole in porta e mi chiede la Serie A, è qualcosa di gratificante. Ma per dirvene una a me di non aver vinto la Champions non me ne importa niente. Sono stato felice di aver combattuto, per vincerla, so quanto sia importante per i tifosi, la società, i compagni. Ma io non ho bisogno di vincere una o 8 Champions per sapere quanto valgo, la verità è che mi sono appropriato della libertà”.

Chiello

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Buffon vede in platea Claudio Marchisio e lo saluta. “È uno dei compagni che mi ha portato al record di imbattibilità”. Poi ritorna a oggi e al Parma: “Io mi diverto ancora molto a stare a 44 anni con i ragazzi, mi sento uno di loro, la normalità è la mia trasgressione. Chi mi manca? Mi mancano tutti. La cosa bella degli sport di squadra è la condivisione, il blocco di italiani cresciuti insieme era formidabile in quanto a professionalità, uno è stato la forza dell’altro”. Arriva il messaggio di Giorgio Chiellini: “Gigi è stato un fratello maggiore, ho imparato tantissimo da lui. Sapeva tirar fuori parole dal cuore che ti davano tante energie”. Si torna a Trento: ma Buffon se la sentirebbe di parlare a questa Juve come ha fatto tante volte? “Ogni parola rischia di avere un’accezione polemica. Nel dna della Juve c’e sempre la capacità di compattarsi e di reagire, ma se una società ti dà l’imprinting, è anche il singolo che deve saperlo tradurre in campo”.

Maignan

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Gigi parla di tutto. Anche di Maignan. “Quando il Milan lo prese dissi a Paolo: ti confermo che hai preso un grandissimo portiere. Handanovic? La vittoria ti aiuta, se sei in un contesto vincente riesci a nascondere anche qualche piccolo errore”. Ma che farà Buffon a 58 anni? “Ho fatto cinque Mondiali – scherza l’ex juventino -. A 58 anni potrei fare il sesto o settimo”. E tanto per illustrare il concetto, si butta sul pavimento del palcoscenico mimando una parata. “Mi sembrava di aver visto un pallone…”.

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