Buffon: “Ecco perché tifo Camerun ai Mondiali”

“Alla mia età avrei preferito vincere un Europeo; se fossi stato più giovane, invece, non avrei barattato la partecipazione al Mondiale con la vittoria in un Europeo”. A parlare su RadioRai è Gigi Buffon, ex capitano dell’Italia intervenuto a Radio Anch’io lo sport il giorno dopo la partenza dei Mondiali in Qatar, dove non c’è l’Italia che ha mancato la qualificazione.

Il tifo per il Camerun

E senza gli azzurri il portiere del Parma tiferà per una squadra africana: “Il mio tifo per il Camerun? È sempre stata la mia seconda squadra, la mia squadra del cuore di Serie B, fin dai Mondiali del 1982. Nel 1990 il mio tifo fu totale, con giocatori come N’Kono, Milla, Oman-Biyik che, per me, furono degli eroi. La rosa del Camerun del 1990 potrei ripeterla a memoria”. Poi uno sguardo generale sulla rassegna iridata: “I gol in aumento? Forse perché vengono fischiati meno rigori, quest’anno vengono fatte valutazioni diverse, che sono anche giuste, perché fanno parte del regolamento e sono di buon senso. Noi non possiamo stravolgere il nostro Dna, che è molto tattico: i nostri allenatori sono cresciuti con la tendenza a non far segnare, questo fa parte della nostra cultura”. Così invece sulla discussa partecipazione dell’Iran: “È giusta, lo sport è meritocrazia e loro si sono guadagnati questa partecipazione, questa occasione – sottolinea Buffon –. Se poi questo diventa un modo per lanciare dei segnali di umanità collettiva, ben venga. Lunga vita ai giocatori dell’Iran”.

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L’assenza dell’Italia

L’assenza dell’Italia fa sentire il suo peso: “È stata strana la partenza di questo Mondiale. La partecipazione emotiva che di solito accompagna alla vigilia di queste competizioni è elevatissima, in questo caso non è stato così; facevo due riflessioni e mi chiedevo se questo fosse dovuto all’assenza dell’Italia oppure al fatto che, in maniera anomala, si giochi in inverno, dunque c’è stata scarsa preparazione a livello mediatico. Non dimentichiamo che, fino alla settimana scorsa, si giocava con i club. Questo può avere influito molto nella nostra percezione del Mondiale. Così invece sulla cerimonia inaugurale: “È stata bellissima, la partita un po’ deludente: mi aspettavo molto di più dal Qatar. Secondo me sono più forti – aggiunge l’ex juventino – forse si sono fatti condizionare dalla responsabilità; li avevo visti in altre partite e, secondo me, sono più forti di quanto si sia visto ieri. Finora avevano giocato senza tanto pubblico, invece ieri lo stadio era pieno. La non abitudine a certi eventi può aver pesato, ieri hanno rotto il ghiaccio, spero migliorino”.

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Portieri azzurri crescono

Sui portieri che sono venuti fuori negli ultimi tempi, Buffon ha una propria idea: “Innanzi tutto –. dice – è stata data loro la possibilità di giocare e di sbagliare. Alcuni, mi vengono in mente il Vicario o il Provedel della situazione, sono cresciuti anche di età e trovato la maturità che giustifica il ruolo nella squadra o la considerazione mediatica. Vicario sta facendo cose fuori dall’ordinario, Provedel una stagione incredibile in quanto e rendimento, linearità, e in una piazza come Roma. Poi, c’è anche Meret, che a Napoli sta facendo una stagione straordinaria, assieme alla squadra. Questo aiuta. Nell’ultimo mese è tornato anche Carnesecchi, che è da tenere in considerazione, perché ha colpi da campione, fuori dal comune. Il serbatoio sembra bello gravido”. Poi, sulla Nazionale: “Non si può dare un giudizio sulla base dell’importanza della partita di ieri sera in Austria fa notare Buffon –: come sappiamo non abbiamo mai brillato nelle amichevoli. Penso che il ct abbia voluto fare delle prove, dunque per queste motivazioni dare giudizi troppo negativi sarebbe fuorviante”.

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La corsa scudetto

Chiusura sulla corsa allo scudetto in Serie A, con le rivali del Napoli che proveranno a recuperare lo svantaggio dagli azzurro dopo la sosta per i Mondiali: “La Juventus, quanto ripartirà il campionato, è una squadra da tenere d’occhio perché, se al completo, ha una rosa importante, che può far paura. Chiaramente parlare di una possibilità di rimonta in campionato mi sembra fuori luogo, per favorire questa rimonta devono accadere due cose: che la Juventus dia continuità ai risultati, e questo lo può fare perché ne ha le potenzialità; che il Napoli si inceppi. Vedendo il Napoli di questi ultimi mesi sembra una macchina inarrestabile e perfetta. L’abitudine a vincere e a stare in certe posizioni, può giocare un ruolo fondamentale. Però, penso che a Napoli, e in Spalletti, vi sia una gioia di sciorinare calcio e una consapevolezza di essere forti che altre volte non ho visto”.

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