Buffon bestemmia, deferito una seconda volta: stavolta contro l’Inter. Con gli stadi vuoti…

Buffon bestemmia ancora, deferito per la seconda volta. L’espressione blasfema è sfuggita all’arbitro ma non ai microfoni Rai e agli spettatori di casa che assistevano all’andata di semifinale Inter-Juventus.

Buffon bestemmia, secondo deferimento

E per l’esperto campione bianconero non è nemmeno la prima volta, con gli stadi vuoti lo sentono sempre. La prima volta contro il Parma, il 19 dicembre: voleva, come dire, esortare il giovane compagno Portanova a mettercela tutta. 

Stavolta, contro l’Inter, l’imprecazione blasfema gli è salita spontanea dal petto in occasione del gol preso da Lautaro Martinez.

Di deferimento in deferimento, il portierone rischia di farsi una brutta nomea. Deve rendersi conto che telecamere a disposizione dei lettori di labbra e microfoni letali col silenzio che rimbomba negli stadi vuoti, non fanno prigionieri.

A 43 anni Buffon è ancora sulla cresta dell’onda. Proprio il giorno del suo compleanno, pochi giorni fa il 28 dicembre, Fifa e Uefa hanno fatto gli auguri all’”incomparabile portiere”. Il numero 1 nientemeno che della storia del calcio. 

Con qualche deferimento di troppo. Certo, dovrebbe valere l’attenuante delle sue origini toscane, come nota il suo difensore d’ufficio, Ilaria D’Amico (“è il suo gergo, la sua toscanità”) ma insomma, i tempi cambiano, il politicamente corretto vale anche allo stadio.

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