Brehme: “Lukaku e Ibra hanno sbagliato. Il derby vi dico io come finisce…”

Parla il terzino tedesco, campione del Mondo: “Ora quella di Conte è una vera squadra. La duttilità di Perisic può essere decisiva”

Francesco Sessa

19 febbraio – Milano

“Come sta?”. “Sto bene. Quando l’Inter vince ed è prima sono contento”. Andreas Brehme è ancora legatissimo ai colori nerazzurri: in quattro stagioni 155 partite con la maglia dell’Inter, uno scudetto, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa. “Qua a Monaco ci sono tanti milanisti e juventini, ma per fortuna anche diversi interisti”.

Questa Inter di Conte le piace?

“Sì, è un buon allenatore. Sta facendo bene, l’Inter è prima. Ma vediamo adesso: arriva un bel derby, prima contro seconda. Peccato che sia senza spettatori, è un disastro ma lo è per tutti. Non solo in Italia”.

Questa situazione sta influenzando il campionato?

“Il campionato è molto più interessante quest’anno in Italia. Ma questa situazione sta influenzando tutto il mondo. Anche a me non piace la pandemia: meno male che il calcio sta andando avanti, per ora va bene così. Anche perché ci sono bar, ristoranti e negozi chiusi, sono tutti arrabbiati anche qui in Germania. Ma bisogna aspettare. Giocare con i tifosi è importantissimo per tutti i calciatori, in tutto il mondo. Anche qui a Monaco e nelle serie minori tedesche di solito gli stadi sono sempre pieni. Per un calciatore non è facile”.

Quando giocava i derby a Milano sentiva un’atmosfera speciale?

“Certo, mamma mia. Anche contro la Juve, era sempre uno spettacolo. Anche nei giorni prima: si leggevano i giornali, si guardava la televisione e si vedevano i tifosi che riempivano tutto lo stadio quasi due ore prima”.

Ha un ricordo particolare legato al derby?

“Sono partite sempre particolari quelle contro il Milan. Che tensione: quando sei un giocatore è molto più facile giocare un’altra partita…”.

La sua Inter era un grande gruppo, lei era molto amico di Matthaus. Quanto è importante anche avere un rapporto fuori dal campo per costruire una squadra vincente?

“Io e Lothar siamo arrivati dal Bayern Monaco, c’era anche Ramon Diaz come straniero. Il presidente e l’allenatore Trapattoni, con il suo staff, sono stati importantissimi per farmi ambientare. Oltre a tutti gli altri giocatori. Quello era un gruppo incredibile, eccezionale. Ancora oggi ho un ottimo rapporto praticamente con tutti”.

L’Inter di adesso da questo punto di vista è sulla buona strada? Penso al rapporto tra Lukaku e Lautaro, o a quello tra Conte e i giocatori.

“Mi sembra di sì, si vede in campo una squadra e questo è la cosa più importante per l’Inter adesso. Giocare una volta a settimana può essere un aiuto anche in questo, non come la Juventus con la Champions o con il Milan in Europa League. Questo è sicuramente un vantaggio per l’Inter”.

È rimasto sorpreso dall’uscita dalla Champions League?

“L’uscita dalle coppe è stato un disastro. Non puoi non fare neanche un gol in due partite contro lo Shakhtar Donetsk. È un peccato, bastava 1-0 nell’ultima partita: ero molto arrabbiato. L’Inter quella sera doveva fare di più”.

Si aspettava questo rendimento di Hakimi, lei che l’ha visto al Borussia Dortmund?

“Sì, ho parlato tante volte di questo giocatore e ho sempre detto che è un grandissimo”.

Lukaku le piace?

“Sì, tantissimo. È anche una grande persona in campo. Certo, c’è stato quello scontro con Ibrahimovic in Coppa Italia… Vediamo, speriamo bene per entrambi. Sono cose che possono succedere, ma a inizio secondo tempo dovevano stringersi la mano in campo per far capire ai tifosi, tramite la televisione, che fosse tutto a posto. Sarebbero stati tutti contenti. Hanno sbagliato: bastava un gesto semplice”.

La stagione di Perisic è positiva?

“Ha giocato tanto in Germania, anche al Borussia Dortmund e al Wolfsburg. Anche lui è un giocatore importantissimo: può giocare avanti e più indietro, è una cosa importantissima per un calciatore”.

Il fatto che l’Inter sia davanti in classifica è un vantaggio per i nerazzurri?

“Sicuramente. Poi il Milan ha anche avuto l’impegno in Europa League…”.

Milano è cambiata molto da quando giocava lei: le piace? E del futuro di San Siro cosa pensa?

“Io sono spesso a Milano, prima del Covid ero più in Italia che in Germania. Penso che adesso sia più bella, ma anche quando giocavo io era una città bellissima. La gente è fantastica. Spero che Inter e Milan rimangano entrambe a San Siro: è uno stadio bellissimo e conosciuto in tutto il mondo”.

Chi vince il derby?

“Io dico che vince l’Inter 2-1. Non importa chi fa gol, ma è importante il risultato. Lo spero: guarderò la partita con un paio di amici a casa mia”.

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