Brasile, prima frenata: solo 0-0 in Colombia. Ecuador e Perù k.o.

I Cafeteros rallentano la corsa di Neymar e compagnia strappando un prezioso pareggio. La Blanquirroja getta al vento un’occasione d’oro arrendendosi nel finale alla Bolivia (1-0) nonostante la superiorità numerica. Colpo casalingo del Venezuela, che stende l’Ecuador in rimonta (2-1)

Qualificazione a Qatar 2022 sempre più vicina per il Brasile, che però interrompe il percorso netto in Colombia. I verdeoro non vanno infatti oltre lo 0-0 a Barranquilla in una sfida che ha visto protagonisti quattro “italiani”, di cui tre dall’inizio (il napoletano Ospina e gli juventini Danilo e Alex Sandro). Un tempo per parte, con il Brasile che ha sprecato buone occasioni a inizio gara e nel finale. Nel mezzo, una Colombia insidiosa e battagliera. I risultati più sorprendenti arrivano però da La Paz, dove il Perù di Lapadula cade di misura nonostante la superiorità numerica nei minuti finali, e da Caracas, dove il Venezuela ribalta l’iniziale svantaggio stendendo l’Ecuador per 2-1.

Colombia-Brasile 0-0

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Tite ritrova Neymar dopo la giornata di squalifica scontata contro il Venezuela e la Seleçao recupera ritmo e gioco, almeno nei primi 45’. Nella prima parte infatti l’asso del Psg fa letteralmente ciò che vuole muovendosi tra le linee e, complice la libertà concessa dalla difesa di casa, può ispirare i compagni (come al 12’, quando mette Paquetà davanti a Ospina) o andare direttamente alla conclusione (potente destro dal limite al 5’). La Colombia fatica a mettere insieme due passaggi e si rassegna a difendere in massa a ridosso della propria area. Ma il copione muta radicalmente nella ripresa, merito di una Colombia che cambia ritmo e alza il baricentro, giocandosi il tutto per tutto con gli ingressi di Zapata e Borré per dare nuovo vigore all’attacco. Eppure Alisson è chiamato in causa solo una volta (gran sinistro dalla distanza di Quintero al 65’) prima del prevedibile ritorno verdeoro nel finale. la Seleçao non riesca più ad affacciarsi dalle parti di Ospina per una buona mezzora, fino al bolide del nuovo entrato Raphinha (77’) che riaccende il finale. Il brio e l’elettricità di Raphinha uniti alla freschezza di Antony – dentro entrambi nell’ultima mezzora – rianimano la truppa di Tite, che sfiora il vantaggio al 77’ con un gran tiro del centravanti del Leeds e all’86’ con una deviazione acrobatica dell’esterno dell’Ajax, stoppato da un reattivo Ospina.

Le altre

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Dopo il passo avanti di pochi giorni fa, frutto del meritato successo sul Cile, il Perù di Gareca fa due grandi salti indietro rimediando un k.o. che rischia di costare caro in chiave qualificazione. Senza l’attenuante degli oltre 3 mila metri di La Paz, la Blanquirroja si abbandona a un lento gioco di rimessa senza riuscire mai a innescare Lapadula, per l’occasione titolare ma sostituito dopo 67’ senza infamia e senza lode. Le migliori occasioni, salvo un sussulto degli ospiti dopo mezzora con Coste e Lopez (sempre attento Lampe), sono della Bolivia, con Algaranaz, Martins, Saucedo, ma manca sempre la necessaria precisione. Il Perù non si sveglia nemmeno quando i padroni di casa restano in inferiorità numerica per il rosso rifilato a Henry Vaca (76’). Al contrario, la Bolivia si prende il premio per una partita dominata dall’inizio alla fine grazie a un gran tiro di Ramiro Vaca, che firma il gol vittoria all’83’. Come il Perù, spreca una grande chance anche l’Ecuador, che aveva l’occasione di consolidare il terzo posto in classifica. Invece la “Tri” di Alfaro scivola a Caracas contro il fanalino di coda delle Eliminatorias e lo fa dopo essersi portato in vantaggio grazie a un rigore di Valencia assegnato dopo l’intervento del Var. A far saltare il banco sono state la cattiva sorte (palo di Torres al 75’), la fretta (clamoroso errore di Estrada a porta vuota al 78’) e soprattutto le giocate del talentuoso Bello, che ha servito Machis il pallone del pareggio (45’) prima di firmare personalmente il sorpasso al 65’ con una magistrale punizione.

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