Braghin, schiaffi a Montemurro e arbitro: “Da tempo non vedevo la Juve così”

«L’obiettivo Coppa Italia non è sfumato in questa gara, l’eliminazione è figlia di un percorso più lungo. Perché per 70’ ho visto uno spirito che non vedevo da tempo»: la conferenza stampa se la prende tutta il direttore Braghin tra carezze alla squadra e qualche stoccata alla gestione precedente e alla direzione arbitrale. «Nell’approccio abbiamo commesso qualche errore individuale di troppo, ma ho visto una prestazione migliore che a Firenze. Abbiamo subito un gol su calcio piazzato, uno su rigore e uno in fuorigioco: tutti sbagliano, ma il nostro è l’unico campionato professionistico che non ha gli osservatori arbitrali e questo, pur in perfetta buona fede, può far sì che questi ragazzi si presentino più rilassati. Anche queste gare dovrebbero essere oggetto di valutazione».

Braghin, la Juve e Zappella

Ora per cosa si lotta? «Alla Juve gli stimoli non possono mancare mai, abbiamo un secondo posto in campionato da difendere per partire il prossimo anno in Champions da una posizione più favorevole». E su Zappella: «Si è messo a disposizione in un momento difficile, sapevamo che questa situazione non poteva essere risolta con due allenamenti, una rifinitura e un viaggio in pullman a Biella. Cosa gli ho detto prima della gara? Solo un in bocca al lupo, sappiamo cosa pensiamo anche senza parlare. Non era da tutti prendersi una responsabilità così in questa situazione». Oggi, intanto, alle 15 si conoscerà anche la seconda finalista: al Tre Fontane la Roma affronta il Milan partendo dalle due reti di vantaggio dell’andata.

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