Bonucci, una serata nera: quell’espulsione pesa tanto nel k.o. azzurro

Leo espulso da capitano nella serata in cui raggiunge Zoff (112 partite) al 7° posto nella classifica delle presenze azzurre

D’accordo, prima o poi doveva capitare. Spiace soltanto averlo agevolato. L’Italia cade dopo tre anni trascorsi da magnifica illibata – ultimo k.o. nel settembre 2018 con il Portogallo – e 37 partite senza macchia e, appunto, doveva pur succedere: ma c’è un episodio che indirizza pesantemente l’inerzia del match. Quando Karasev mostra il rosso a Bonucci erano passati soltanto 42 minuti e, al netto del grande sforzo nel finale per provare ad acciuffare il pareggio, ne mancavano oggettivamente troppi per pensare di tenere a bada una Spagna con cui fin lì gli azzurri stavano faticando abbastanza già in undici.

Metro di giudizio

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Il doppio giallo al capitano azzurro ci ha costretto a rintanarci nella nostra metà campo, con Leo che osservava sconsolato dal monitor degli spogliatoi. Una doppia ammonizione in qualche modo evitabile, dal momento che la prima è arrivata per proteste e la seconda per una sbracciata alta, con conseguente gomitata sul collo di Busquets. Una dinamica che, al di là del metro di giudizio arbitrale più o meno severo, pone comunque un giocatore nelle condizioni di essere sanzionato. Col senno del poi, sapendo di essere già ammonito, Leo magari avrebbe potuto usare meno irruenza. Mancini però a fine partita punta il dito soprattutto sul primo episodio: “Doveva fare attenzione prima su quelle proteste, non avrebbe dovuto farsi ammonire”, lo ha sgridato il tecnico. Proteste seguite a un fallo fischiato a Barella su Gavi in area spagnola, apparso inesistente.

A “tre” nella ripresa

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Dopo l’uscita di scena di Bonucci, Mancini ha risistemato l’Italia come ha potuto. Nei minuti finali del primo tempo con una linea a quattro composta da Bernardeschi, Di Lorenzo, Bastoni ed Emerson. E a inizio ripresa passando a tre con Di Lorenzo, Chiellini e Bastoni centrali, Chiesa ed Emerson sulle fasce. Il problema è che la Spagna ha azzannato per la seconda volta nel recupero dei primi 45. Quando fa più male, quando stai ancora cercando di riorganizzarti. Spiace per tanti motivi. Perché si è interrotta quella fantastica serie positiva arrivata a 37 gare di fila (era e resta comunque il record mondiale di imbattibilità per una nazionale), perché l’Italia non perdeva una partita a Milano dal 1925 e perché questa nell’era Mancini è stata solo la seconda volta in cui gli azzurri hanno preso più di un gol in una singola gara. A conferma della straordinaria fase difensiva su cui ha poggiato la Nazionale col Mancio. E spiace anche in termini personali a Bonucci, che stasera ha giocato la sua 112esima partita in maglia azzurra, raggiungendo Zoff al 7º posto della classifica dei giocatori più presenti nella storia della Nazionale. Un traguardo guastato dai cartellini e dal suo spirito da lottatore. Che stavolta è andato un po’ troppo in là.

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