Bonucci e Chiellini, i veterani in trincea (quasi) sempre insieme

Settant’anni in due, 335 partite tra Juve e nazionale, sono la faccia dell’Italia fatta di resistenza e forza

Dal nostro inviato Stefano Cantalupi

9 luglio – Firenze

“Sono dei mostri”. Li ha definiti così Andrea Barzagli, a lungo terzo elemento della mitica “BBC” bianconera e azzurra, nell’intervista sulla Gazzetta di oggi. Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, ancora loro: 70 anni in due, eppure sono sempre lì, a proteggere il loro portiere. Sono passati da Gigi (Buffon) a Gigio (Donnarumma), e continuano imperterriti a essere il punto di riferimento per tutti i giovani che prendono confidenza con la Nazionale. Nonché il centro delle attenzioni dei media stranieri: prima dei quarti e della semifinale i media belgi e spagnoli hanno speso domande su domande per saperne di più sulle due colonne italiane, lo stesso sta accadendo nei giorni che precedono la finale di questi Europei.

(Quasi) sempre insieme

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Insieme hanno giocato 335 partite tra Juve e Nazionale. Una cifra impressionante, logico che si conoscano a memoria, come non mancano di ricordare a ogni intervista. Dal 2010 a oggi si sono anche sfidati una volta da rivali: stagione 2017-18, Leonardo sta vivendo una breve parentesi al Milan, segna allo Stadium contro Giorgio ma vince la Juve 3-1. Per il resto, oltre un decennio di battaglie l’uno accanto all’altro, compresa quella finale amara di Euro 2012 con la Spagna che ora vorrebbero superare con un trionfo a Wembley. Quando “Chiello” ha vestito l’azzurro per la prima volta l’Italia non aveva ancora vinto il suo quarto Mondiale; Leo ha iniziato sei anni più tardi, nel 2010, in un’anonima amichevole col Camerun finita 0-0. L’avventura continua.

Protagonisti

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Bonucci e Chiellini, Chiellini e Bonucci. Impossibile raccontarli in poche righe, c’è troppa storia, troppo calcio nel lungo cammino dei nostri due veterani. Limitiamoci a questi Europei, tutt’altro che banali. Entrambi hanno segnato un gol e ogni volta la Var l’ha annullato per “colpa” di Giorgione: un tocco di braccio prima di fare centro contro la Svizzera, un fuorigioco sulla sponda che ha mandato in rete Leo (lui pure in offside, va detto). A loro, in quanto senatori, è toccato spiegare la controversa posizione della Nazionale sull’inginocchiamento per “Black lives matter”. E sempre loro, nel match con la Spagna, sono stati protagonisti di episodi curiosi: il siparietto pre-rigori tra Chiellini e Jordi Alba (“mentirosoooo”…) per la scelta della porta in cui andavano calciati i penalty è già un cult, così come la steward che ha scambiato Bonucci per un tifoso e voleva ricacciarlo in tribuna durante la festa azzurra. Nati come gli Europei del calcio nuovo e bello di Mancini, stanno diventando gli Europei di Bonucci e Chiellini, che incarnano un’altra Italia, fatta di resistenza e forza. Ma sono due anime che possono fondersi bene: contro l’Inghilterra serviranno entrambe.

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