Bologna, Theate è pronto per lo sprint finale di una stagione d'oro

BOLOGNA – Alla prima stagione di serie A ha già collezionato 26 presenze da titolare. E non è ancora finita. Theate contro la Roma è partito dalla panchina. Probabilmente ha avuto bisogno di tirare un po’ il fiato; di una giornata di riposo, nonostante sia poi stato gettato nella mischia nel finale di gara. All’Olimpico Arthur ha giocato solo l’ultimo quarto d’ora. Anche ieri pomeriggio a Casteldebole è continuata la gestione fisica: il classe 2000, che compirà 22 anni tra 20 giorni, si è allenato a parte dal gruppo insieme a Luis Binks. È uscito dalla palestra quando i compagni stavano già giocando la partitella ed ha fatto una lunga serie di scatti e allunghi al fianco del compagno di reparto. Niente pallone, solo lavoro atletico. Ma il finale di campionato, ormai ne restano pochissimi bocconi, Theate vuole sbranarselo. Vuole continuare ad essere protagonista con il Bologna, ruolo che ci ha messo davvero poco a prendersi.

Grinta

Arthur arrivò in città a fine agosto, dopo che il club di Joey Saputo lo aveva già corteggiato in più di una sessione di calciomercato. Theate aveva inizialmente preso tempo, ma ecco che appena si è sentito pronto ha accettato la corte. Operazione chiusa con l’Ostenda sulla base di 1 milione di euro immediati e 5 milioni per l’obbligo di riscatto fissato a giugno. «Sono proprio contento di essere qui» disse appena atterrato all’aeroporto Marconi di Bologna. Aveva la folta chioma raccolta, una tuta gialla e una pochette in mano. Spiccava, come la sua personalità in campo. Da lì a poco lo avrebbe dimostrato. Contro il Verona rimase a sedere in panchina, ma a San Siro contro l’Inter debuttò nel massimo campionato italiano. Con lui in campo, nell’ultimo quarto d’ora o poco più, la difesa rossoblù non incassò altre reti. Ne aveva già subite sei, fin troppe. Ma il difensore mancino del 2000 esordiente in serie A si tolse lo sfizio di segnare il gol della bandiera dei rossoblù. Qualcuno storse il naso per la sua esultanza visto il pesante passivo; ma Theate è un istintivo; un giocatore che ha bisogno di scaricare tutta la grinta e le emozioni che mette in campo. Lo ha confermato poche giornate più tardi festeggiando la sua seconda rete in rossoblù contro la Lazio. Quel giorno arrivò un successo soddisfacente per il gruppo di Sinisa come quello, molto più recente contro i nerazzurri. «Oggi– ha scritto sui propri social il centrale belga subito dopo la vittoria nel recupero di campionato- una squadra di leoni, che lottano per questa maglia, per questi tifosi. Orgoglioso».

Crescita

Nel mezzo Mihajlovic ha lavorato tanto con lui; su di lui per tenerlo umile dopo il debutto nel Belgio dei grandi. Il ragazzo ha raccontato di essere cresciuto più in pochi mesi in Italia, dove sta facendo tanta tattica, che in un anno in patria. E fin qui ha collezionato 2505 minuti di serie A. Non pochi per un giocatore che due stagioni fa era senza contratto. Lo Standard Liegi, in cui aveva vissuto una fetta di calcio giovanile, lo aveva ritenuto «insufficiente per i suoi parametri» come ha svelato il suo agente Patrick De Vlamynck, raccontando del messaggio del ds Benjamin Nicaise. Poi Theate andò all’Ostenda e infine al Bologna, dove ha avuto l’occasione di guadagnarsi uno spazio nella nazionale maggiore.

Nazionale

Il 6 ottobre 2021 è arrivata la prima convocazione del Ct Martínez. Il rossoblù, già nella rosa dell’under 21, venne aggregato al gruppo di Lukaku e compagni per la fase finale della Nations League. Non giocò. Ma il debutto fu solo rimandato: il 16 novembre, a 21 anni 5 mesi e 22 giorni, giocò da titolare contro il Galles. Una gioia immensa per Arthur, tanto che Sinisa cercò subito di mettere un freno al suo entusiasmo. A marzo nell’amichevole contro l’Irlanda è arrivato il bis per lui. Ora Arthur non vuole più fermarsi a partire dal Bologna.

Mihajlovic, che emozione! È in campo per l'allenamento del Bologna

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