Bologna, tegola Zirkzee: come sta e quando può tornare in campo

BOLOGNA – I timori non erano ingiustificati, già da quello che gli aveva detto lo stesso Joshua Zirkzee alla fine della partita e da quelli che erano stati i referti dei primi esami; i sanitari del Bologna avevano già capito che si sarebbe trattato di una lesione e non di una semplice contrattura. E la risonanza magnetica alla quale ieri è stato di nuovo sottoposto il talentino olandese lo ha confermato: sabato contro l’Inter Zirkzee ha riportato una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra, e i tempi di recupero andranno dalle 3 alle 4 settimane. Morale: Joshua dovrà saltare l’impegno con la nazionale olandese, e per lui è una beffa atroce dover rispondere no alla prima convocazione del cittì Ronald Koeman, una chiamata che aveva aspettato a lungo e che avrebbe di sicuro meritato per tutto il bendiddio che ha evidenziato in questo campionato. Per quanto riguarda il Bologna, Zirkzee dovrà rinunciare alla trasferta di venerdì prossimo a Empoli, poi nella migliore delle ipotesi potrà andare quanto meno in panchina nella partita interna contro la Salernitana dopo la sosta per gli impegni delle nazionali, di contro nella peggiore tornerà disponibile per la trasferta di Frosinone. Ecco, nella sfortuna almeno il Bologna può accennare un mezzo sorriso, considerato che dopo Empoli il campionato si fermerà per una settimana, il che consentirà a Thiago Motta di perdere il suo talentino per una partita in meno. 

Bologna, un sabato maledetto

Lo avevano capito sia il dottor Gianni Nanni che il dottor Giovanni Sisca che la lesione eccome se c’era, e lo aveva capito lo stesso Joshua, che aveva avvertito un indurimento alla coscia già nella prima parte ma che non se l’era sentita di lasciare i compagni in svantaggio. E nonostante che il dolore fosse aumentato con il trascorrere del tempo ecco che alla fine della partita con gli stessi compagni era rientrato ugualmente dentro il campo per salutare i tifosi. Perché Zirkzee non è solo il talento che si fa amare per le sue giocate straordinarie ma è anche il ragazzo che non molla mai e che si arrende solo quando si rende conto di non poter più aiutare la squadra, alla luce di un infortunio. Potete immaginare quale fosse il suo stato d’animo già sabato sera e chi lo ha visto uscire dallo stadio attorno alle 21.30 se n’è reso conto solo guardandolo in faccia tanto era scuro: metteteci la sconfitta del Bologna arrivata dopo un secondo tempo in cui l’Inter aveva tremato e rischiato almeno un paio di volte di essere raggiunta, la convinzione di dover rinunciare alla sua prima convocazione nell’Olanda dei grandi, poi anche la consapevolezza di dover saltare probabilmente due partite di campionato e capite quanto potesse essere deluso e rattristato. Perché era stato davvero un giorno maledetto in tutti i sensi, quando Zirkzee, tutto il Bologna e tutta Bologna se lo sarebbero aspettato e lo avrebbero voluto bello per poter continuare ad alimentare quella magia che da settimane e settimane sta albergando in città. Che per fortuna è rimasta nonostante la sconfitta, come è giusto che sia per quello che è stato il comportamento dentro il campo del Bologna. 


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