Bologna, Soriano è il leader creato da Mihajlovic

BOLOGNA – Ritorno al passato, là dove Sinisa Mihajlovic ha costruito Roberto Soriano. Questo Soriano, lo sottolineiamo, che anche vestito con la maglia azzurra della nazionale mercoledì passato a Firenze contro l’Estonia ha portato dentro il campo i movimenti che gli ha insegnato a quei tempi Sinisa e che di solito fa con il Bologna. Come d’altra parte ha riconosciuto alla fine della partita lo stesso Alberigo Evani, il secondo di Roberto Mancini. Era il novembre del 2013, Soriano era rientrato alla Sampdoria dal prestito all’Empoli due anni prima, si vedeva che aveva potenzialità importanti e sapeva fare tante cose, il punto è che le faceva con grande discontinuità, una partita sì e due no, due partite sì e tre no. Appena arrivato, Sinisa aprì il laboratorio di Bogliasco, che è la Casteldebole del Bologna, chiamò questo ragazzo nato in Germania e che si era formato nelle giovanili del Bayern Monaco e gli disse con grande fermezza cosa avrebbe voluto fare da grande, e cioè se diventare un calciatore importante in grado di incidere e determinare oppure se restare un calciatore normale che ogni tanto tira fuori un colpo per poi perdersi di nuovo.

Soriano gli rispose di essere pronto, e quel sì fu la sua fortuna, perché nel 2016 lasciò la Sampdoria per andare al Villarreal un calciatore diverso, o meglio “più calciatore e molto più continuo di prima”, come ha sempre detto Emiliano Viviano, suo compagno di squadra. E non solo, sentite ancora Viviano, Sinisa gli ha cambiato la vita, come calciatore si intende, perché Roberto da allora si è convinto fino in fondo di quelle che erano le sue enormi doti”. Ora Mihajlovic se lo gode al Bologna, anche se oggi come 7 anni fa non gli risparmia niente: in pratica, sapendo quello che può garantire, quasi non accetta nemmeno che commetta un errore. Poi vai a sapere se Sinisa si comporta così conoscendolo bene e non volendo rischiare che possa fare qualche viaggetto tra le nuvole, anche se Soriano sembra uno che ha sempre i piedi ben piantati per terra, a dire la verità. Certo che il destino ti riserva sempre qualche sorpresa, negative o positive che siano, e in questo senso Sinisa e Soriano si sono ritrovati a Bologna quasi per caso. 

Mihajlovic: “Graziato dall’arbitro, meritavo il rosso”

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