Bologna, per Antov garantisce Iliev: “È gia pronto per la A”

BOLOGNA – La benedizione gliel’ha data persino il caro Nikolaj Iliev, che a Bologna giocò nei magnifici anni Novanta con alterne fortune. «Ve lo assicuro: Antov è già pronto per giocare in Serie A. Dovrà imparare la lingua, ne avrà bisogno per comunicare con i compagni. Ma sarà accolto benissimo, lo so». Dunque sbarca a Bologna Valentin Antov, il ragazzo che a quattordici anni chiamavano già campione, fenomeno, capitano, insomma una specie di predestinato, di quelli che il calcio fabbrica a ogni generazione. Ma nel caso di Valentin è tutto vero. Tra oggi e domani farà il tampone, appena l’esito risulterà negativo si unirà alla squadra. Con Mihajlovic ha già parlato lunedì, al telefono, poco prima che il mercato chiudesse le porte. «Spero di adattarmi rapidamente in Italia – ha detto Anton prima di partire per l’Italia -, sono riuscito a parlare con Mihajlovic e non vedo l’ora di incontrarlo. A Bologna ci sono venuto per lottare e conquistarmi il posto, farò del mio meglio, questo è un grande passo per la mia carriera».

Mihajlovic: "Oggi Bologna meglio del Milan"

Guarda il video

Mihajlovic: “Oggi Bologna meglio del Milan”

Freddezza bulgara

Da adolescente stupiva per freddezza, gestione dei palloni, abilità, e quelli del Cska, che Walter Sabatini ha definito «la Juventus di Bulgaria», l’hanno trasformato subito nel nuovo wonder boy, nel ragazzo prodigio capace di esordire con la squadra dell’esercito a soli 14 anni. Di più. In quella sfida Valentin segnò anche un gol. Disse a fine partita: «Per me il colore rosso simboleggia la vittoria». Nipote di Anatoli Nankok, ex nazionale bulgaro, Antov il calcio l’ha imparato subito. Al punto da diventare il più giovane esordiente di sempre del club bulgaro più titolato (14 anni, 9 mesi e 10 giorni) e poi anche il più giovane capitano di sempre. E’ cresciuto in fretta, e adesso è pronto per il campionato italiano. O almeno così pensano tutti quanti in Bulgaria, che nelle ultime ore hanno focalizzato l’attenzione sul ragazzo che è anche il bulgaro numero 9 della storia della Serie A. Dalla sua, Valentin, bada al sodo. «Quella del Bologna è una possibilità che arriva una volta nella vita. Voglio mettermi alla prova. Il campionato italiano è noto per i suoi buoni difensori, vado in una buona squadra per migliorarmi».

La Premier

L’avevano seguito in Premier, lo volevano ma, ha detto ancora Antov, «non è più possibile andare in Inghilterra a causa della Brexit. Adesso mi interessa solo il Bologna». Cominciò come centrocampista, poi si è abbassato, abbassato di nuovo, fino a trovare la collocazione adatta al suo stile di gioco. La difesa è un’arte, per Antov. Ed è l’archetipo del difensore moderno, sa giocare coi piedi, impostare, proprio come piace a Mihajlovic. Che infatti lo ha visto nei filmati e dato l’ok per l’operazione. «Voglio guadagnarmi il mio spazio, lavorerò per essere utile. Ma questa è una grande occasione e non la voglio sciupare», ha detto ai giornali bulgari. Teste in fermento, per un giocatore classe 2000 che spera di spiccare il volo già nelle prossime partite di campionato. Difficile possa esserci col Parma, ma Mihajlovic lo vuole testare subito: queste sono ore importanti.

Ibrahimovic, altro errore su rigore: para Skorupski in Bologna-Milan!

Guarda la gallery

Ibrahimovic, altro errore su rigore: para Skorupski in Bologna-Milan!

L’impatto

L’impatto con Bologna sarà decisivo. Ma da uno che ha giocato già diverse partite in Europa League (14) e anche in nazionale (3), Mihajlovic si aspetta subito qualità e determinazione. Era in prima elementare quando cominciò l’avventura alla Cska, al campo c’era andato accompagnato dalla mamma, avevano allestito una squadra per i ragazzini della sua età. Innamorato fisso di Lampard («Il Chelsea è l’altra mia squadra preferita»), divoratore di musica, «pop e rock» ha detto una volta, Antov non è il nuovo che avanza. È il presente che il Bologna stava aspettando.

Precedente Georgina, dal passato spunta una storia con un personaggio famoso... Successivo Energia, maturità, intelligenza. Tomori raccontato da chi lo fece esordire... col Canada

Lascia un commento