Boiocchi, agguato da professionisti: la pista della malavita milanese

Gli inquirenti sono al lavoro per risalire agli autori dell’uccisione del capo ultrà dell’Inter. Due killer in azione con una moto

Un agguato da professionisti, abili a muoversi per le vie della città. In base alle prime ricostruzioni, sarebbero stati due killer a uccidere Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà dell’Inter. Seguito mentre rientrava a casa, nel quartiere di Figino, dalla zona dello stadio, avvicinato quando era solo e freddato, con cinque colpi (di cui tre andati a segno) da uno dei due uomini sceso da una moto, per poi fuggire con il complice.

Condanne

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Boiocchi, 69 anni, aveva costruito un business illecito partendo dallo stadio per allargarsi ad altre attività e vantandosi di guadagnare 80mila euro al mese tra parcheggi e pizzo. A suo carico, oltre a un Daspo del 2018 che gli impediva di assistere alle partite, c’erano diverse condanne definitive: rapina, traffico di droga e sequestro di persona, per oltre 26 anni in carcere. È proprio nell’ambito della malavita milanese che si sta concentrando l’attenzione degli investigatori per risalire ai responsabili dell’omicidio: la sensazione prevalente è che questa esecuzione non sia nata da ambienti di tifoserie, ma da altri giri criminali.

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