Boghossian e Dhorasoo, pagelle alla Serie A: “Juve e Milan promossi, Inter rimandata”

I due francesi, un tempo stelle del nostro campionato: “L’effetto Europeo si farà sentire, vincere aiuta a vincere”

Alessandro Grandesso

21 agosto – PARIGI

Riparte la Serie A che anche dalla Francia attira l’attenzione, soprattutto dopo l’Europeo vinto dalla Nazionale di Mancini, rompendo il cliché di un calcio difensivista e facendo divertire pure due ex giocatori del nostro campionato: Alain Boghossian e Vikash Dhorasoo.

EFFETTO MANCIO

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Boghossian, classe 70, fu uno dei protagonisti del grande Parma, che con Buffon, Thuram, Cannavaro, Veron, Crespo e Chiesa alla fine degli anni ’90 battagliava per lo scudetto e vinse coppa Uefa e coppa Italia. Trofeo sfiorato pure con il Napoli, prima di una parentesi alla Sampdoria. E quando parla della Serie A, l’ex campione del Mondo del ’98, ormai rispettato opinionista televisivo, si entusiasma: “Il vantaggio di vincere l’Europeo – spiega alla Gazzetta in un ottimo italiano – è che dopo vuoi continuare vincere, per ambizione e anche per la passione che trasmetti alla gente. Il campionato italiano è stato il più importante negli Anni 90 e inizio 2000, poi è stato scavalcato da Liga e Premier League. Da fuori la sensazione è che anno dopo anno stia recuperando il terreno perduto. La vittoria della Nazionale può dare una spinta in più e far rimanere il calcio italiano sulla cresta dell’onda”.

EFFETTO MESSI

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Per il 48renne Dhorasoo, ex centrocampista del Milan che contro l’Italia ha perso la finale mondiale del 2006, il titolo continentale invece non offre garanzie: “Ne sappiamo qualcosa in Francia. La nostra nazionale è campione del Mondo in carica, ma non ci sono stati cambiamenti importanti per il campionato. Quelli sono arrivati grazie agli investimenti del Psg che con Messi adesso può davvero attirare tutta l’attenzione sulla Ligue 1. Anche più della Serie A che però con Ronaldo ha avuto lo stesso effetto benefico negli ultimi anni”.

QUI INTER

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L’ex mediano, passato anche per il Psg, lavora come opinionista per l’EquipeTv, seguendo così anche il calcio europeo. E con passione da ex la Serie A, dove l’Inter riparte senza Conte e Lukaku: “Resta una buona squadra, ma avrei preferito che Lukaku non andasse via. Forse l’offerta era irrinunciabile anche per le finanze nerazzurre. In campionato, per l’Inter sarà più difficile, soprattutto senza il martello di Conte”. Perplessità condivise da Boghossian che insiste: “Quando perdi due o tre elementi importanti, e soprattutto un allenatore carismatico e con le idee chiare come Conte, il cambiamento può essere difficile da digerire. Vengono a mancare l’impianto di gioco, automatismi, e magari un po’ di entusiasmo. Un ribaltone così può far danni, al di là delle doti di chi arriva. Per l’Inter sarà più dura”.

QUI JUVE

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Si passa così al capitolo Juventus, in cerca di rivincita e con Allegri di nuovo in panchina: “Un’altra chance a Pirlo – spiega Dhorasoo che ci giocò insieme in rossonero – l’avrei data. Allegri comunque è un valore sicuro, porta esperienza e torna in un club che conosce alla perfezione. E poi c’è CR7, uno che vuole vincere sempre. Proprio come gli altri nazionali bianconeri”. “Vincere – rilancia l’ex di Napoli, Samp e Parma – aiuta a vincere. Lo dico per l’esperienza vissuta nel 1998, e la Juve in squadra ha un sacco di azzurri: Bonucci, Chiellini, il fantastico Chiesa e pure Locatelli. Oltre a Ronaldo, uno che non è mai pago. Allegri saprà sfruttare al meglio questo entusiasmo”.

LE MILANESI

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Occhio però al Milan, di nuovo in Champions, con un Giroud in più: “Anche se – ricorda Boghossian – Olivier ha giocato poco nell’ultima stagione, avrà voglia di dimostrare di essere sempre all’altezza. Gli anni pesano per tutti, ma ha un fisico possente, è forte di testa, sa stare spalle alla porta, fare da sponda e da torre. In fondo somiglia a Ibrahimovic. Non sono più giovincelli, ma se trovano l’intesa, possono far paura a qualsiasi difesa”. Più perplesso Dhorasoo: “Purtroppo non è più il grande Milan, ma il ritorno in Champions è una buona cosa. Giroud comunque non può da solo essere una garanzia”.

LE ROMANE

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Da Milano si scende a Roma. Mourinho in giallorosso e Sarri al timone laziale: “Mou – osserva Boghossian – magari ha vinto meno di recente, ma resta un grande personaggio. La Roma ha bisogno di allenatori carismatici che alimentino la passione dei tifosi e il portoghese in questo è forte. Al di là dello stile di gioco, sarà interessante vedere come Sarri gestirà il confronto diretto in città. Ma l’aurea di Mou sarà predominante”.

TALENTI

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Analisi condivisa da Dhorasoo che come Boghossian seguirà la Serie A anche per i vari talenti emergenti, scoperti durante l’Europeo: “Mi incuriosisce Locatelli – spiega l’ex rossonero – che può portare qualità in possesso e percussione. Mi ricorda il miglior Tacchinardi, gioca semplice, difende e sa proiettarsi in avanti. Sarà bello vedere anche Barella all’opera oltre che Berardi”. E poi c’è Chiesa, Federico, che Boghossian ha visto in fasce a Parma dove giocava con papà Enrico: “Si somigliano molto per qualità tecniche. Federico ha tutto per diventare un top player. Con lui in campo, l’Italia cambiava passo, aveva più grinta e spunti di gioco, il tutto con grande personalità. Chiesa non molla mai, farà strada”. E entrambi i francesi sono stati stregati da un altro elemento della banda di Mancini: “Spinazzola, grande terzino. Speriamo torni presto in campo”.

PODIO

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Resta quindi il pronostico da fare per il podio. Dhorasoo: “Dico Milan primo, ma con il cuore. La Juve però è pronta per tornare a vincere. L’Inter è più lontana”. Boghossian: “Juve davanti, poi magari il Milan. Per l’Inter sarà più difficile e non vanno escluse sorprese. Magari la Roma e soprattutto l’Ataltana che una sorpresa non lo è più da tempo”.

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