Boateng, dal quasi Bayern…alla Salernitana: storia di un colpo impossibile

Le vicende extra campo di Jérome Boateng sono ormai cosa nota: il difensore tedesco, campione del mondo nel 2014, è al centro di un’accusa di violenza domestica che lo ha portato a dover pagare multe milionarie e finire sotto processo.

Ciò non ha fermato la sua carriera nel calcio: nell’ultimo biennio, dopo aver lasciato il Bayern Monaco nel 2021, ha giocato in Francia con il Lione, con scarso successo. Ora cerca di rilanciarsi con la Salernitana in Serie A, ma solo qualche mese fa, a inizio ottobre, proprio il Bayern aveva seriamente valutato di tesserarlo nuovamente. Una scelta che fece particolarmente discutere, in un senso e nell’altro, perché spinta – anche – dalla volontà dei tifosi.

Perché i tifosi del Bayern si sono ribellati

Già da settembre il classe 1988, ancora legatissimo alla Baviera, è tornato ad allenarsi a Säbener Strasse, il cento tecnico del club più titolato di Germania. Inizialmente in maniera individuale, poi però una volta che gli infortuni hanno iniziato a tormentare la retroguardia di Tuchel gli è stato chiesto di aggregarsi alla prima squadra. Da qui è scaturita l’idea di tesserarlo nuovamente per giocare almeno i match di Bundesliga e rappresentare soprattutto un’alternativa, oltre che far numero in allenamento, considerati i problemi che in quel momento avevano fermato sia De Ligt che il giovane Buchmann, in linea teorica il quarto centrale della rosa.

A causa della sua situazione giuridica e delle accuse a carico di Boateng, però, intorno all’ambiente Bayern si sono creati certi malumori. Soprattutto dopo che il direttore sportivo Christoph Freund aveva detto pubblicamente che “le questioni private non ci riguardano” e che avrebbe valutato solo il latto sportivo dell’operazione. A ciò hanno risposto con uno striscione i tifosi Werder: “La violenza contro le donne non è solo una questione privata”, hanno scritto. Massima ripresa anche dalla Sudkurve di Monaco che ha chiesto se fosse questione di “rispettare i valori che proclamiamo come club” o se tutto sia “solo una questione di marketing”.

Quest’ultimo messaggio è stato esposto dopo la decisione del club di non tesserare Boateng: “I casi del passato recente, ancora aperti, ci ha fatto propendere per non tesserarlo” avrebbe affermato in seguito Uli Hoeness. Così Boateng ha potuto solo continuare ad allenarsi al centro tecnico del Bayern, alternandosi tra prima e seconda squadra. Ora la chiamata della Salernitana è l’occasione per poter tornare in campo e onorare il finale di una carriera straordinaria in campo.

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