Bertoni legge Napoli-Fiorentina: “Sfida argentina. Beltran super, il Cholito ha una chance d’oro”

L’ex centrocampista ha giocato quattro stagioni a Firenze e due a Napoli: “La mia favorita per la vittoria finale è l’Inter. Viola più cinica? Italiano non rinunci al bel gioco”

Ilaria Masini

18 gennaio 2024 (modifica alle 10:30) – firenze

Un cuore diviso a metà: Daniel Bertoni, campione del mondo nel 1978, vive nella sua Argentina, ma dal Sudamerica non perde una gara di Serie A, con un’attenzione del tutto speciale per la Fiorentina, in cui ha giocato dal 1980 al 1984 e il Napoli dove si è trasferito per le due stagioni successive. 


Bertoni, stasera chi arriverà in finale di Supercoppa? 

“In 90’ può succedere di tutto fra la Fiorentina e questo Napoli. Ed è meglio che non ci siano i supplementari, almeno i giocatori danno tutto subito per non andare ai rigori. La favorita delle 4 partecipanti comunque è sempre l’Inter, anche se nessuna delle altre deve sentirsi battuta in partenza perché nel calcio 2+2 a volte può fare cinque, non per forza quattro”.

RETROSPETTIVA DANIEL BERTONI CALCIATORE
NELLA FOTO DANIEL BERTONI CON LA MAGLIA DELLA FIORENTINA
AG ALDO LIVERANI SAS

Le formazioni di Italiano e Mazzarri si equivalgono? 

“Non c’è una favorita, c’è incertezza totale perché è un altro Napoli rispetto allo scorso anno quando Spalletti ha fatto un capolavoro tattico. Ora sta faticando e anche la Fiorentina non regala più spettacolo come prima”.

Stupito dalla recente trasformazione viola, che è più concreta ma meno bella? 

“Credo che Italiano non debba mai snaturarsi o abbandonare la sua filosofia. Dovrebbe tornare a un gioco più offensivo. A me piace dire ‘in Brasile samba e in Argentina tango’. Vuol dire che ognuno deve fare ciò che gli appartiene. Secondo me Italiano non deve cambiare troppo il proprio stile di gioco e mentalità, se alla lunga vuole raggiungere risultati e obiettivi. Certo, pesano tanto pure le assenze, come quella di Nico Gonzalez, fermato dalla lesione e non ancora recuperato pienamente”.

La Fiorentina ha vinto l’ultima Supercoppa nel ‘96 contro il Milan, con una doppietta di Batistuta. Oggi i viola possono puntare su Beltran per arrivare in finale? 

“Beltran è cresciuto tanto e può farlo ancora. Farà molto bene. Aveva solo bisogno di tempo per ambientarsi e capire come giocare nel calcio italiano. Il suo punto di riferimento deve essere Lautaro Martinez con l’obiettivo di arrivare il più vicino possibile ai livelli dell’attaccante dell’Inter. Anche Lautaro ha faticato all’inizio e poi è diventato un pilastro”.

RETROSPETTIVA DANIEL BERTONI CALCIATORE
NELLA FOTO DANIEL BERTONI CON LA MAGLIA DEL NAPOLI
AG ALDO LIVERANI SAS

Dall’altra parte c’è un altro argentino che lei conosce bene ovvero Giovanni Simeone. 

“Senza Osimhen, potrebbe essere lui a trascinare l’attacco. Ha fatto tanta panchina, ma quando è entrato l’anno scorso, ha realizzato gol importanti e ora ha una bella responsabilità perché ha l’occasione di dimostrare di essere l’uomo in grado di trascinare i suoi alla vittoria di un trofeo”.

A proposito di argentini, quanto è importante per la Viola avere un difensore-bomber come Martinez Quarta? 

“É fortissimo e può cambiare le partite come un attaccante, in ogni momento. Ho sempre creduto in questo giocatore e non sono stupito dalla sua esplosione, però è importante che abbia la fiducia costante dell’allenatore ed essere sempre titolare. Italiano non lo deve togliere mai”.

Il Napoli vorrebbe Barak. Lei come si comporterebbe? 

“Io glielo darei subito. Mi piace molto come calciatore, ma in viola non ha fatto bene, magari torna ai suoi livelli nel Napoli”.

Come vede la sfida fra panchine? 

“Contano i giocatori, ma credo che un piccolo vantaggio lo abbia Italiano perché sta già lavorando alla Fiorentina da tre anni, mentre Mazzarri è arrivato da poco e in corsa”.

Lei è stato 4 anni a Firenze e 2 nel Napoli di Maradona. Quali emozioni le regala questa partita?

“Per me è una sfida da brividi perché amo allo stesso modo le due città. Sono stati anni straordinari in piazze molto ‘argentine’, da Sivori a Mantuori, da Maradona a Batistuta passando da me e Passarella. Una gara davvero speciale”.

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