Bellegarde e i segreti del Wolverhampton

Secondo i bookmaker, in estate, il Wolverhampton sembrava destinato a navigare nella tempesta e a rischiare la retrocessione in Championship. Tante cessioni eccellenti: da Matheus Nunes a Rubén Neves, da Nathan Collins a Raul Jimenez. Quasi 170 milioni di sterline in banca. E poi le dimissioni presentate da Julen Lopetegui, a poche ore dall’inizio della Premier, con l’arrivo in panchina di Gary O’Neil. Invece il Wolverhampton, a dieci giornate dalla fine del campionato, è nono in classifica con 41 punti, a -3 dal West Ham, settimo, posizione che garantisce la qualificazione alla Conference League.

LA SVOLTA – Al Molineux Stadium si respira un clima di festa. I dieci gol del centravanti sudcoreano Hee-chan Hwang, i nove del brasiliano Matheus Cunha, la rinascita dell’ex juventino Mario Lemina, i nove assist del portoghese Pedro Neto, bocciato in passato dalla Lazio e diventato ora uno dei migliori attaccanti esterni della Premier. In questo gioco di incastri, studiato magistralmente da O’Neil, va inserito anche Jean-Ricner Bellegarde, mediano-regista, 25 anni, francese, diciannove partite e due gol, un’altra delle chiavi della buona stagione del Wolverhampton. È stato acquistato a poche ore dalla chiusura del mercato estivo: un affare da quindici milioni. Bellegarde è arrivato dallo Strasburgo e proviene dalla scuola del Lens. Centrocampista di lotta e di governo, un metro e 72, dinamismo e intensità. È nato a Colombes il 27 giugno del 1998, la sua famiglia è originaria di Haiti. Destro naturale, ordine e sostanza, ha fatto parte della nazionale francese Under 21 di Sylvain Ripoll. Ha un contratto fino al 2028.


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